ogni tanto ho l'illusione che le cose siano diverse. o che perlomeno possano esserlo.
mi capita di pensare che infondo sono io quella sbagliata e allora rimetto tutto in duscussione con tutte le conseguenze del caso. rivedo tutto per l'ennesima volta, ci rienso e ci rifletto a lungo. e decido che forse si, che fre si può provare ancora a dare fiducia a qualcuno che ti giura cose meravigliose.
ma poi cazzo. sempre devo disattendere ogni aspettativa. in ogni circostanza. e mi rendo conto di quanto sia triste e patetico il mio comportamento. sempre a preoccuparmi di fare quadrare le cose, sempre a correggere il tiro di quello che faccio, quando poi gli altri semplicemente se ne fregano di tutto e di tutti. con mota serenità e molta tranquillità.
e quindi la conclusione è una. smettere di affannarmi. capire, una volta per tutte, capure profondamente dentro di me che non vale la pena.
che non hanno nessuna importanza i miei sforzi.
che tutto quello che faccio, infondo, è come se lo facessi invano vsto che la controparte è sempre zero.
ho sbagliato sbaglio, continuerò a sbagliare. ma adesso capisco.
mi domando solo quando finirà questo orrendo periodo. mi chiedo cosa o chi possa tirarmi fuori da questo pantano, mi rendo conto anche che dovrò essere io da sola a farlo. a salvarmi, in un certo senso, prima di impazzire completamente di rabbia. per tutta questa indifferenza, per tutta questa freddezza, per tutto questo fatalismo, come se le cose spuntassero da sole dal nulla.
ho bisogno di tempo e spazio solo miei. recuperare le energie. la fiducia.l'orgoglio. la dolcezza che ho perso. che qualcuno mi ha portato via per il prorpio bieco bisogno.
post patetico. avevo promesso a me stessa che non ci sarei ricaduta, ma è più forte di me.
il prossimo post, prometto, sarà diverso.
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domenica 26 agosto 2007
mercoledì 25 luglio 2007
workalchoolic
Prorpio ieri mentre rientravo a casa dopo il lavoro leggevo un articolo su una rivista (www.7thfloor.it) che palrla di work addiction... Insomma, sono solo all'inizo della mia vita lavorativa, eppure mi sono riconosciuta parecchio nel profilo di chi è presissimo dal lavoro e vive in uno stato perenne di necessità di dovere dimostrare bravura, presenza efficienza...
Forse è proprio l'ansia dell'inzio, forse è il tipo di lavoro che faccio...
La cosa strana è che i soggetti interessati da questa sindrome, sono conscinti dell'esagerazione che vivono. uscire tardi dall'uffcio, accettare ogni responsabilità... allo stesso tempo però sono in qualche modo alla ricerca di una via di fuga, prorpio perchè coscienti di questa esagerazione. ma non è che poi ne vogliano realmente uscire...
Insomma, un meccanismo un po' perverso.. nel quale ovvimanete mi riconosco.
Mi domando, a volte, solo a volte, solo in certi momenti tipo questo... quando sono le 1930 e sono ancora attiva davanti al mio pc... quanto è meglio un lavoro da imapegata all'anagrafe?
lunedì 23 luglio 2007
versi sparsi
certo che decidere non è mai semplice. non so se sono io particolarmente indecisa ma a volte mi risulta molto complessa anche la scelta fra un caffè normale e uno macchiato... figuriamoci il resto.
una zanzara mi ha appena punto sul braccio. Vorrei sempre essere fonte di felicità per le persone, così come lo sono stata per questa zanzara che ora se ne svolazza satolla e soddisfatta.
Certe volte forse la strategia migliore è quella dell'assenza.
Serata di cazzate e cazzate.
Pensamenti e ripensamenti
Se e ma.
Uomini e donne.
Autonomia e dipendenza.
Confusione extraordinaria.
una zanzara mi ha appena punto sul braccio. Vorrei sempre essere fonte di felicità per le persone, così come lo sono stata per questa zanzara che ora se ne svolazza satolla e soddisfatta.
Certe volte forse la strategia migliore è quella dell'assenza.
Serata di cazzate e cazzate.
Pensamenti e ripensamenti
Se e ma.
Uomini e donne.
Autonomia e dipendenza.
Confusione extraordinaria.
domenica 22 luglio 2007
identity
ogni tanto mi capita di guardare la mia immagine riflessa nello specchio per quella qunatità di tempo necessaria per l'astrazione. mi spiego meglio. avete presente cosa accade se si ripete la stessa parola un nuomero infinite di volte? ovviamente se ne perde il senso. questo mi accade quando mi specchio a lungo. accade che non riesco a riconoscere più a mia immagine e non sono poi così sicura di essere proprio io lì ed in quel momento. Il mio volto diventa solo un volto, i miei occhi solo occhi, le mie labbra solo generiche e anonime labbra. è come se per un po' io perdessi l'identità.
Ogni tanto penso che ciò accada perchè non sono abiutata a considerare la mia identità come singola ed autosufficiente.
Di solito relativizzo la mia essenza rapportandola costantemente ad altro. Alla necssità di riconoscermi parte di qualcosa, una cosa qualsiasi. Una toria, un gruppo, una famiglia, una condizione esterna, "meccanica", ma limitata e finita e variabile. Ogni tano perdo il senso della mia singola identità inidpendente. Ammiro le persone che riescono ad affermare loro stesse anche quando il modno intorno a loro cambia, anche quando i riferimenti certi che determinano un inidviduo non ci sono più. Il disorientamento aumenta vertiginosamente quando nella tua mente si creano aspettattive che assecondano la tua identità. Certe volte capita che l'identità si pieghi persino a delle aspettative, venendo a dipendere da qualcosa che nemmeno esiste. Il fatto che poi il più delle volte queste aspettative vengano disattese non fa che creare confusione e necessità di nuovi pilastri e riferiment attorno ai quali riconoscersi ed indentificarsi.
Tutto chiaro no?Ogni tanto penso che ciò accada perchè non sono abiutata a considerare la mia identità come singola ed autosufficiente.
Di solito relativizzo la mia essenza rapportandola costantemente ad altro. Alla necssità di riconoscermi parte di qualcosa, una cosa qualsiasi. Una toria, un gruppo, una famiglia, una condizione esterna, "meccanica", ma limitata e finita e variabile. Ogni tano perdo il senso della mia singola identità inidpendente. Ammiro le persone che riescono ad affermare loro stesse anche quando il modno intorno a loro cambia, anche quando i riferimenti certi che determinano un inidviduo non ci sono più. Il disorientamento aumenta vertiginosamente quando nella tua mente si creano aspettattive che assecondano la tua identità. Certe volte capita che l'identità si pieghi persino a delle aspettative, venendo a dipendere da qualcosa che nemmeno esiste. Il fatto che poi il più delle volte queste aspettative vengano disattese non fa che creare confusione e necessità di nuovi pilastri e riferiment attorno ai quali riconoscersi ed indentificarsi.
riverisco.
mercoledì 27 giugno 2007

Una breve parentesi di delirio sentimentale femminile. Mi è concesso, penso, in un blog dallo sfondo rosa. E si sa, il rosa è per anotnomasia il colore delle "femmine" e di tutto quello che concerne il loro mondo.
Insomma, il delirio conseiste semplicemnte in uno sfogo che penso sarà molto breve perchè quando inzio con le lamentele non mi sto mai molto simpatica e penso di non essere particolarmente gradita nemmeno agli altri, rischiando così di perdere i miei lettori, ammesso che ce ne siano.
A questo punto, visto che mi sono già dilungata molto con i preamboli, ridurrei il mio delirio ad un elenco puntato di domande.
Vi saluto ora, non so quanti arriveranno a completare la lettura del post.
Riverisco.
Insomma, il delirio conseiste semplicemnte in uno sfogo che penso sarà molto breve perchè quando inzio con le lamentele non mi sto mai molto simpatica e penso di non essere particolarmente gradita nemmeno agli altri, rischiando così di perdere i miei lettori, ammesso che ce ne siano.
A questo punto, visto che mi sono già dilungata molto con i preamboli, ridurrei il mio delirio ad un elenco puntato di domande.
Vi saluto ora, non so quanti arriveranno a completare la lettura del post.
Riverisco.
- Perchè sono sempre le donne ad inseguire gli uomini?
- perchè sono sempre le donne a soffrire e piangere e disperarsi?
- perchè gli uomini hanno sempre una vena abbondante di pigrizia e poca intraprendenza?
- perchè è così difficle progettare qualcosa (anche di molto stupido) con un uomo?
- perchè ti piace sempre la persona sbagliata?
- e soprattutto, perchè hai lasciato il tuo ex? non si stava poi così male assieme...
- perchè regolarmente quelli che ti stanno più addosso sono quelli che vorresti far sparire dalla faccia della terra?
- perchè sento sempre questo incessante bisogno di ocnmunicare e stare in contatto mentre dall'altra parte (salvo stimoli/punzecchiamenti/provocazioni) non si muove una foglia?
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