sabato 29 dicembre 2007

live from bari 3 [ se è dotta, è abbandonata ]

birra peroni in bottiglia: 80 centesimi
amaro montegro in bicchiere praticamente colmo: 1,50 euro
un quarto di focaccia barese con pomodorini: 80 centesmi
stare qui non ha prezzo, per tutto il resto c'è mastercard.
insomma si vive bene, a parte la salsedine che mi rende impossibile la gesione dei miei lunghi capelli, a parte il gatto di casa che mi ha infestato la valigia di pelo. a parte i clacson delle macchine che suonano per un cazzo... insomma vabbè non so bene da che parte cominciare a dire che sono contenta che sto bene che questa full immersion qui ci voleva prorpio. mi sono allontanata da un po' di cose che ora mi sembrano appunto lontanissime nel tempo e nello spazio e va benissimo così. altre cose sempre lontane nello spazio ma più vicine nel tempo mi aspetano ma forse no. chi lo sa. non so forse la mia mente corre sempre troppo, e inconsapevolemtne e involontariamente ho messo su un bel castello in aira. come sempre del resto.
sono la solita.

giovedì 27 dicembre 2007

live from bari 2 [il guerrier ch'entro mi rugge]

qui le cose scorrono un po' languide. come in ogni città di mare. le giornate passano e io mi ritrovao a vivere in fasce orarie che generalmente sono nella mia quotidianità dei momenti vuoti e morti. per cui bene. molta vita.
mi attende il lungomare e mi pare ovvio che io ora non abbia tempo par il pc.

lunedì 24 dicembre 2007

live form bari - 1

vigilia di natale con tutti tuttissimi i sacrissimi crismi del natale meridionale. incredibile la produzione di cibo. sembra un dovere. è un dovere tutto sommato. e tutto sommato lo trovo così allucinantte che non può non piacermi. qui solo da un giorno eppure mi pare di non essere mai andata via. bari è bellissima, il mare splendidamente piatto, il mercato di sera, la focaccia calda, il veglione e le luci sui balconi. petardi e simil bombe a mano dalle 3 del pomeriggio. insomma. tutto quello che chi conosce anche solo un po' il sud si immagina qui c'è ed è tutto fottuatamente vero. e mi piace un sacco. forse perchè lo vedo poche volte all'anno. non so.
a parte le quantità indecenti di cibi vari ed eventuali, i regali da fare a quantità altrettanto indeceti di cugini e zii, a parte la salsedine che rende viscide le strade e gli uomini del mercato che urlano signò, le cozze le cozze le cozze belle. .... a parte questo, anzi forse anche per questo, devo riconsocere di essere contenta. forse addirittura a tratti felice. forse perchè per la prima volta da mesi mi ritrovo più forte. come se ora niente più potrà intaccarmi. sono felice che arrivi un nuovo anno e sto pensando alle cose che voglio lasciarmi alle spalle e alle cose invece che vorrei nascesserro. le cose che io stessa vorrei costruire.
oggi è giorno di nascita. e nascita deve essere anche nel profondo del mio spirito.
sono felice perchè questa città mi riempie di vita, perchè la mia famiglia è decisamente ed estremamente pittoresca e io quando sono qui vorrei che tutti potessero vedermi così spensierata e sorridente e divertita. e vorrei presentare a tutti quanti le persone che ora sono qui con me. insomma, sto scrivendo prorpio i pensierini del natale. quelli dei bravi bambini.
ma lo spirito qguerrier ch'entro mi rugge non mi abbandona mai. è forse quello che mi rende così. insomma non so. 24mila pensieri al secondo, come al solito. qulcuno di questi pensieri mi rallegra piùì degli altri.

sabato 22 dicembre 2007

futuro anteriore

credo che babbo natale mi abbia portato il mio regalo già da un paio di giorni. certo se l'intento era quello di farmi una sorpresa ci è riuscito in pieno. mai stata più sorpresa di così.
sono contenta di partire, ma sono ancora più contenta di sapere che presto sarò già ritornata.

+4 + 6 = +10

gli ultimi due giorni mi sembrano un flusso unico senza interruzione. sarà che ho dormito poco e che sono successe tante cose e che dopodomani, anzi ormai domani, parto per la pooglia.
non mi rendo conto del natale imminente. in raltà non mi rendo conto di un cazzo.
sono stanca e ho molto sonno. ma vorrei scrivere per ore. forse fino a domani. raccontando tutto. iniziando dal concerto del cazzo che ho sentito stasera, per finire con la pasta al pesto e i sei ( o quattro) gradi che c'erano a milano nel tardo pomeriggio.
domani sveglia prestissimo, casette di marzapane con la mamma, predisposizione al viaggio e preparazione al volo. torre di controllo aiuto sto finendo l'aria dentro il serbatoio. e si, i fumi alcoolici si fanno sentire e non ho l'età. ma dio come erano belle certe canzoni anni 40.

giovedì 20 dicembre 2007

pubblico, privato e geografia

che quando inizi a lavorare la tua vita cambi l'avevo intuito. mi ritrovo quindi a fare tutte le cose tipiche di chi lavora. a parte il lavoro in sè, novità nella mia vita di studentessa fino a un annetto fa, inizia a costruirsi un mondo legato al lavoro che si insinua nella mia vita privata.
In più è periodo di Natale, cosa che non fa che favorire questa contaminazione tra pubblico e privato, per intenderci.
Ieri sera festa di natale dell'agenzia. Il boss in forma smagliate con la sua aurea di fascino da rappresentante di enciclopedie, i colleghi tutti brilli e ovviamente molto "sbottonati".
Incontri assolutamente insapettati e quanto mai graditi. E oggi i postumi di una serata che tutto sommato è finita anche troppo presto e che avrei protratto ancora per qualche ora. Ma troppe questioni, troppi blocchi, troppe insicurezze. E sempre l'incubo di essere sconvenienti e incasinare le cose per seguire un istinto momentaneo. Che però tutt'ora mi pervade.
Sono solo le 14. Mi attendono almeno atre 4 ore di scrivania pc e stesura di documenti vari ed eventuali da scrivere prima di poter fuggire a mangiare il panettone al di là della linea gotica. Nella mia cara e amatissima terronia.

martedì 18 dicembre 2007

Veleno - Subsonica

Niente di più calzante e niente di più rappresentativo per questa giornata. Sebbene dal 2002 i Subsonica mi stiano cordialmente antipatici, questo testo mi cstringe a citarli.


Come gli adesivi che si staccano
Lascio che le cose ora succedano
Quante circostanze si riattivano
Fuori dai circuiti della volontà.

Come il vento gioca con la plastica
Vedo trasportata la mia dignità.

Oggi tradisco la stabilità
Senza attenuanti e nessuna pietà.
Oggi il mio passato mi ricorda che
Io non so sfuggirti senza fingere.

E che non posso sentirmi libero
Dalla tua corda, dal tuo patibolo.

E un’altra volta mi avvicinerò
Alla tua bocca mi avvicinerò
E un’altra volta mi avvelenerò
Del tuo veleno mi avvelenerò.

Come gli adesivi che si staccano
Come le cerniere che si incastrano
Come interruttori che non scattano
O caricatori che si inceppano

Io tradisco le ultime mie volontà.
Tutte le promesse ora si infrangono.

Penso ai tuoi crimini senza pietà
Contro la mia ingenua umanità.

Scelgo di dissolvermi dentro di te
Mentre tu saccheggi le mie lacrime.

E sarò cieco, forse libero
Solo nell’alba di un patibolo.
Dentro una storia senza più titolo
Scegliendo un ruolo senza credito
Strappando il fiore più carnivoro
Io cerco il fuoco e mi brucerò.

E un’altra volta mi avvicinerò
Alla tua bocca mi avvicinerò
E un’altra volta mi avvelenerò
Del tuo veleno mi avvelenerò

lunedì 17 dicembre 2007

s on the rocks

primo rilevamento.
la giornata è letargica. gli occhi stentano a stare aperdi. immagino il mio letto caldo ed accogliente. fuori il cielo è monocromo. monotono. un po' tutto quello che finisce con "ono".
la mia boss è in forma ragliante. io sto già pianificando il prossimo fine settimana, è grave?, e vorrei solo avere a disposizione il doppio del tempo per vedere tutti, andare ad abbracciare personalmente ongi persona che ora non è qui.
ho ceduto anche io allo spirito natalizio. ho comprato dei regali, pochi ma sentiti. e mi fa solo specie, per quest'anno, doverli spedire e non consegnare di persona come vorrei. leggere tra le pieghe degli occhi il gradimento, la sorpresa. e po perdersi in un lungo abbraccio chiarificatore, appianatore. e un po' tutto quello che finisce con "tore".
sto pian piano attraversando il mio deserto. vedo la fine, l'oasi. ma ci sono ancora un po' di chilometri da fare. forse solo qualche centinaio di metri. forse in realtà sono già arrivata e sto solo guardandomi ancora indietro.
dovrei solo girarmi, lasciarmi tutto alle spalle, inizare il 2008 con rinnovato e vivo entusiasmo, che alla fine tutto va bene. e io sono una roccia incrollabile.

venerdì 14 dicembre 2007

Suggestionabili - Paolo Benvegnù

Io so la mia verità e voglio usare il cranio come un archibugio
Per sparare la mia verità che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia.

La mia verità è come una finestra nel vuoto inchiodata ai suoi cardini.

La mia verità, linea di protezione e coerenza ai deserti che cambiano
Ma sono suggestionabile sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili
siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità. Sono passato in mezzo agli inferni alle mie pazzie, ma è la mia verità.

E spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa.

La mia verità è nell’ostinazione a cercarmi a ferirmi a capirmi.

La mia verità è rinnegare i padri le madri le bocche e gli stomaci
Ma sono suggestionabile sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità e voglio andare in fondo a tutto quello che so
Io voglio assaporare ogni secondo che avrò.

Perché io sono un uomo. Io sono insicuro. Io sono il padre la madre il figlio
Io sono il vertice. Io sono l’assoluto. Io sono il genio. Io sono il mio assassino.

Ma sono l’unica cosa che mi rimane
Io sono l’ultima cosa che ho. Sarò la prima cosa che avrò
Se sono l’ultima cosa che mi rimane.
Sarò la prima cosa che mi rimane.
Siamo troppo suggestionabili

giovedì 6 dicembre 2007

se mi lasci ti cancello

avete presente come è terribile quando sei, mettiamo, a far visita ad una persona. Sei lì e vedi che la conversazione langue un pochino, le circostanze sono imbarazzanti ma tuttavia non vorresti andartene. Allora inizi a dire beh, io vado. E l'altro non fa nulla, e dico nulla, per trattenerti, nemmeno una finta di quelle finte che si fanno per dovere.
E tu sei lì che dici beh, allora, me ne sto andando.
E l'altro, niente.
E ancora insisti e dici beh si, sto mettendomi il cappotto, perchè me ne vado....
e l'altro, muto.
Ecco. Penso che non esista niente di più triste, umiliante, deprimente.

mercoledì 5 dicembre 2007

superalcolico spirito natalizio

mi domandavo dove fosse il mega super ricovero delle luci natalizie. ovvero dove i vari comuni conservano le decorazioni natalizie cittadine durante i 10 mesi dell'anno che non sono propriamente da considerasi periodo natalizio appunto.
nella via di casa mia, anzi, nella via parallela, le luci sono du da un bel po'. una settimana abbondante dire. non sono molto belle. credo simulino una sorta di agrifoglio o palcosa del genere con il risultato che assomigliano molto più ad un disegno anatomico del sistema venoso piuttosto che ad un elemento decorativi tipico del santo natale.
non è che io voglia per forza schirarmi o fare la parte dell'alernativona "chè io il natale non lo posso sopportare" ma ineffetti credo che la mia posizione in merito risulti globalmente assimilabile alla suddetto atteggiamento.
insomma, proprio il natale non posso soffrirlo. sopratutto non posso soffrire le luci, i regli, i metri cubi di carta natalizia, i tacchini farciti, le stelline filanti, i presepi e tutto il resto. mi piacerebbe potere andare in un posto dove il natale non c'è. o non si vede. o viene vissuto come una festa ordinaria, chessò, la festa della repubblica. dove non è così important stare in famiglia, dove non è csì importante onorare la festa con la messa e con il panettone. dico così forse perchè qui dalle mie parti, nella mia famiglia in particolare, si è sempre festeggiato moltissimo il natale. eppure nessuno sembra gioirne. tranne mio fratello. per noi altri, mia madre compresa,pare essere una sorta di dovere morale, non tanto nei confronti del bambin gesù, quanto nei confronti di una sorta di immaginario familiare che vuole a tutti i costi essere tenuto in vita.
concludo con una citazione autorevolissima, citata già da alcuni prima

Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l'allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s'hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un'ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all'attivo? Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto "allegro Natale" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!
Charles Dickens, Un canto di Natale

venerdì 30 novembre 2007

Fuck U - Archive

There’s a look on your face I would like to knock out
See the sin in your grin and the shape of your mouth
All I want is to see you in terrible pain
Though we won’t ever meet I remember your name
Can’t believe you were once just like anyone else
Then you grew and became like the devil himself
Pray to god I can think of a nice thing to say
But I don’t think I can so fuck you anyway
You are scum, you are scum and I hope that you know
That the cracks in your smile are beginning to show
Now the world needs to see that it’s time you should go
There’s no light in your eyes and your brain is too slow
Can’t believe you were once just like anyone else
Then you grew and became like the devil himself
Pray to god I can think of a nice thing to say
But I don’t think I can, so fuck you anyway
Bet you sleep like a child with your thumb in your mouth
I could creep up beside put a gun in your mouth
Makes me sick when I hear all the shit that you say
So much crap coming out it must take you all day
There’s a space kept in hell with your name on the seat
With a spike in the chair just to make it complete
When you look at yourself do you see what I see
If you do why the fuck are you looking at me

Why the fuck why the fuck are you looking at me

There’s a time for us all and I think yours has been
Can you please hurry up cos I find you obscene
We can’t wait for the day that you’re never around
When that face isn’t here and you rot underground
Can’t believe you were once just like anyone else
Then you grew and became like the devil himself
Pray to god I can think of a nice thing to say
But I don’t think I can so fuck you anyway

So fuck you anyway

[ only for you, with all my lovely hate ]
mamma mia. io sono sempre dalla parte del più debole e di chi protesta per i propri diritti.
ma oggi lo sciopero mi ha proprio rotto i coglioni.

martedì 27 novembre 2007

control ci control vu

questo post sarebbe con tutta probabilità simile o uguale ad un altro post a caso di questo blog. depressivo e malinconico. potrei fare un copia e incolla di qualcosa, giusto così, per perdere tempo. Ma mi risparmio questa inutile fatica personale e questa eventuale noia per chi dovesse leggere. e non faccio proprio nulla.

lunedì 26 novembre 2007

a long goodbye

non ho avuto molto tempo. anzi. il tempo sembra sempre poco, per tutto. Tranne quando lavoro, allora il tempo sembra non bastare mai. tranne qualche momento in cui, come adesso, i minuti sembrano non finire e il telefono non squilla e le mail scarseggiano........ e potrei francamente tornarmene a casa e nessuno avrebbe necessità di venirmi a cercare.
il sabato è stato molto carino, molto agitato, ma molto carino. La domenica tragicamente comica e stancamente assonnata. Un linedì indifferente sta per scivolare via, per fortuna... E nella mente, contro il mio lucido volere, spuntano come funghi desideri come in una reazione a catena.
E poi mi manchi sempre tanto, soprattutto quando passo del tempo con te e poi per forza di cose ci si deve salutare.

giovedì 22 novembre 2007

questo meteo mi ucciderà o riuscirò a sopravvivere al cielo plumbeo?
voglie a zero, in ogni direzione.
ma c'è una cosa. una cosa piccolissima. che davvero mi riempie di gioia. il riconoscersi, il potervi vedere negli occhi di un'altra persona. avere subito quell'idea, quel lampo che ti fa capire che ti sta difronte certamente ti capisce. e questo è decisamente molto molto bello.

mercoledì 21 novembre 2007

grandi speranze

pensiero strategico prima di tutto.
sono una delle classiche persone che, quando le viene offerta una mano, si prende tutto il braccio.
questo mi capita in tutte le circostanze. quella disperata voglia di avere tutto, e tutto insieme insomma.
ascolto in rainbows questi giorni. ci sono un paio di pezzi che mando volentieri in loop e che mu cullano durante i miei spostamenti ubrani. mi aggiro per la città e per i corridoi della metro come sotto anestesia. seguo il flusso. annego tra le persone che mi stanno intorno, che mi stanno addosso per il troppo poco spazio. la musica mi porta lontano, mi fa camminare a 2 metri dal pavimento. penso a come sia picccola la mia vita nell'economia di un mondo popolato da persone che hanno ruoli di gran lunga più decisivi del mio.
mi domando cosa è giusto. cosa invece è sbagliato.
mi domando soprattutto perchè mi aggrappo così disperatamente alla minima segnalazione di vicinanza o intesa con qualcuno.
e non mi basta mai quello che ho. ma questa è la piccolezza della natura umana. il suo limite più grande credo.
dentro me grandi movimenti dell'animo. grandi speranze. great expectations.
tra poco presentiamo un mio lavoro al boss. un lavoro di concetto, tutto mio. fatto tutto da me. sottile ansia. ma grandi soddisfazioni.

martedì 20 novembre 2007

all i need - radiohead - in rainbows

i’m the next act
waiting in the wings
i’m an animal
trapped in your hot car
i am all the days
that you choose to ignore

you are all i need
you’re all i need
i’m in the middle of your picture
lying in the reeds

i am a moth
who just wants to share your light
i’m just an insect
trying to get out of the night
i only stick with you
because there are no others

you are all i need
you’re all I need
i’m in the middle of your picture
lying in the reeds

it’s all wrong
it’s all wrong
it’s all wrong
it’s all wrong
it’s all wrong
it’s all wrong
it’s all wrong
it’s all right
it’s all wrong
it’s all right

forecast

cielo bianco.
2 passi al mercatino di garabombo in pagano.
look casual e nella testa progetti per il fine settimana. mi sembra venerdì. il mio oroscopo dice che devo avere ancora pochissima pazienza e che poi tutto andrà molto molto bene. tutto andrà come spero.

lunedì 19 novembre 2007

co.co.pro e moment

3 giorni di mal di testa un vero record.
si vince un premio alla fine?
no perchè il caso lo vincerei certamente io.
sarà che essere svegliati nel cuore della notte da un pazzo non è bello. sopratutto quando il suddetto pazzo ti inonda di paranoie. assistenza sociale a go go su tutti i fronti.
sarà anche che zero grandi centigradi non sono tanti e il mio corpo stanco accusa il colpo.
sarà che il disco fisso del mio pc è danneggiato e perderò 5 anni di musica, foto, scritture varie, documenti, tesi, tesine e molto altro.
sarà anche che oggi ho firmato il mio primo contratto di lavoro. e mi attende un intero anno di certezza economica e vita da adulta.
sarà che mi sto convincendo di un paio di cose e la consapevolezza si fa strada dentro di me. liberandomi da molti, moltissimi pesi.

mercoledì 14 novembre 2007

loop

questo blog assomiglia sempre di più allo sfogo di una povera pazza isterica. che sarei poi io.
il fatto è che sono essessionata da un problema. da una persone più che da un problema. o meglio, da una persona che sta diventando un probelma sempre più grande annullando ogni vantaggio che la sua presenza nella mia vita potrebbe portare. in un evenuale altro modo di essere vicini.
lo so. alla fine ho sempre molto criticato gli atteggiamenti da donna ferita, in stile margherita buy nei vari film italini del cazzo tipo i giorni dell'abbandono e stronzate simili.
Sempre rifiutato di essere compresa nel genere sopra descritto. Eppure, mi duole ammetterlo, utlimamente non faccio altro che comportarmi in tutti quei mille modi orrendamente isterici che ho sempre rifiutato. che ho sempre sperato non mi sarebbero mai appartenuti.
Invece eccomi qui. 25 anni. lavoro precario. co.co.pro. pendolarismo, crisi isteriche, rifiuti, appuntamenti mancati, mini tradimenti, serate passate al telefono, altre serate passate a tentare di non pensare a nulla, altre serate passate e dormire dalle nove di sera. sempre per tentare di non pensare.
irritabilità, insonnia, difficoltà di concentrazione, lacrima facile alla minima cazzata. sogni che diventano incubi. insomma. un disastro dopo l'altro. e pensare che a 25 anni.. insomma.. il fiore dell'età. il boom erotico sentimentale di una donna... sprecato così. in nome del vuoto più assoluto. Bilancio piuttosto deprimente direi.

me ne frego e non penso a te.

ieri supergiornatona di lavoro. tutti in rappresentanza dal cliente.
Mangiando un panino ai porcini in autogrill, pochi minuti prima dell'incontro, tutta tirata in giacca e scarpe col tacco, capelli appena lavati, trucco leggero, profuno white musk, borsa con documenti e appunti, mi sono quasi sentita una donna grande.
Ritornando indietro, bloccati in autostrada tra le varie uscite di Brescia, mi sono sentita... non so bene come dire... forse direi sola. Anche se non è proprio il termine esatto. Saranno stati i discorsi astrologici di A.D. che mi hanno fatto percepire la mia piccolezza difronte alla magia universale dei pianeti.
Come se infodno.. fosse solo un caso. Come se la mia presenza non fosse così fondamentale. Specialmente per qualcuno. Potevo essere ovunque. Con chiunque.
Non so cosa voglio dire.
Sono stanca, ho sonno, ho dormito poco e male e ci sono ancora due giorni di lavoro.
E non è vero che non penso a te. fanculo. Ci penso, ma vorrei cancellarti.

lunedì 12 novembre 2007

Tu forse non essenzialmente tu - R.G.

Tu
forse non essenzialmente tu
un'altra
ma è meglio fossi tu
hai scavato dentro me
e l'amicizia c'è
Io che ho bisogno di raccontare io
la necessità di vivere
rimane in me
e sono ormai convinto da molte lune
dell'inutilità irreversibile del tempo
mi sveglio alle nove e sei decisamente tu
non si ha il tempo di vedere la mamma e si è gia nati
e i minuti rincorrersi senza convivenza
mi sveglio e sei decisamente tu . . .
Tu
forse non essenzialmente tu
un'altra
ma è meglio fossi tu
e vado dal Barone ma non gioco a dama
bevo birra chiara in lattina
me ne frego e non penso a te
avrei bisogno sempre di un passaggio
ma conosco le coincidenze del 60 notturno
lo prendo sempre per venire da te
Tu
forse non essenzialmente tu
e la notte
confidenzialmente blu
cercare l'anima

domenica 11 novembre 2007

a weekend in the city

molte persone hanno gravitato attorno a me questi due giorni. tanti incontri con tanti piccoli mondi. un po' di vita, un po' di reazioni chimiche. era ora.
programmare. programmare. solo programmare. azione e poca riflessione. chi vivrà vedrà.
guido imbranata la mia macchina in mezzo ad un inconsueto traffico di provincia. quel traffico che c'è solo quei giorni in cui chiudono per qualche strano motivo una qualche stronza strada.
treni, persone, confusione. incontri notturni più o meno interessanti, sempre piccole conferme del fatto di essere piacente e interessante. anche se il tutto ovattato da alchool.
chiacchiere e discquisizioni sui nomi dei colori.
immaginazione pura per quello che potrebbe venire. per quello che spero e desidero. sebbene ora i desideri abbiano il sapore disorto della realtà amara e difficile che li alimenta.
campagna e sole. a bordo della mia incredibilmente piccola macchina. incredibile vicinanza.per poi essere sbalzata un milione di anni luce da quei momenti. semplicemente da una frase o da un gesto irritante. essere la seconda non mi piace. essere semplicemente un'altrnativa e non una prima scelta non è bello. soprattutto quando metti una persona al centro di tutto.
pensieri rivolti al passato che mi spingono ad improbabili valutazioni sul presente. che hanno un gran sapore di revival.
sempre la solita storia delle decisioni poco libere. delle valtazioni mai assolute, ma sempe relative a qualcosa, ad un momento, ad un misero piccolo entusiasmo.
tanta serenità e contentezza. sempre disagio invece da parte mia.
ma l'ultimo albun dei radiohead è splendido. splendidamente struggente. meno male.
eccomi pronta a prednere di etto anche la prossima settimana di lavoro.
già due biglietti in mano per il futuro.
bari, non tra molto.
i cure, tra milioni di giorni.
ma bisogna ragionare per obiettivi. meglio e a medio/lungo termine. per avere tutto sotto controllo e incastrarsi in una specie di vita da vivere.

domenica 4 novembre 2007

la finestra sul cortile

incredibile come il tempo passi senza che io realmente me ne accorga. e mi rendo anche conto che sono sempre in attesa di qualcosa. di base passo il mio tempo ad aspettare. so di essere una persona meditativa che riesce a fissare fuori dalla finestra anche per venti minuti senza annoiarsi. si scoprono sacchi di cose interessanti. tipo. ieri sera guardavo dal mio balcone e in uno dei palazzi ad di là del mio cortice c'eranto tre finestre, una in fila all'altra. una illuminata in rosso, una in blu, una in bordeaux. carino no?
sono un'osservatrice. si. aspetto sempre. ma man mano che l'attesa avanza, faccio sempre più fatica a trovare un motivo nuovo e valido per svegliarmi la mattina, tirarmi fuori dalle mie lenzuola e uscire di casa per vivere.
veramente molta, moltissima fatica.

sabato 3 novembre 2007

elizabeth

difficile dev'essere essere una regina. difficile esserlo nel 1500. difficile essere anche una donna.
ho visto elizabeth the golden age. gran pippone storico sulla battaglia tra inghilterra e spagna causata, come sempre, dalla religione.
finalmente un film che mi rapisce e mi apssassiona. sono una grande amante dei film storici. non posso soffrire i drammettini italiani con marghrita buy che fa la pazza isterica abbandonata.
è stata una giornata molto bella. mi steno rilassata, serena quasi. ma sempre con quel brivido che mi fa intravedere le ombre anche quando non ci sono, o per lo meno non sono vicine.
domani... boh. preferisco non interrogarmi più su quello che accadrà domani.
vado a dormire serena, con gli occhi pieni dei colori dell'autunno, del rosso delle foglie che si staglia nel blu, inaspettatamente intesn, diquesto cielo padano di oggi pomeriggio.

domenica 28 ottobre 2007

di colpo. l'autunno.

ancora qualche retaggio della serata di ieri si fa sentire, manifestandosi come un cerchio alla testa. grande pigrizia oggi. a monte un sacco di programmi per la giornara. giornata, tra l'altro, di 25 ore che sto ottimizzando molto poco e molto male.
Dopo milioni di giorni, giro in bici di domenica mattina in questa stupida provincia. tutti con il vestito della festa, perchè è domenica e bisogna onorare il signore.
ancora sento un movimento di raddia, che riottoso si agita in me e non mi fa godere di questo sole insapettatamente caldo e dei colori dell'autunno che sembrano arrivati di colpo, all'improvviso, questa mattina.
Pinifico un pomeriggio all'insegna di non so cosa. Forse durante il quale potrò dare forma a qualcuno dei miei strani sogni.

sabato 27 ottobre 2007

onda anomala

un mare di merda mi è caduto addosso.
In realtà me ne stavo accorgendo da un po'... vedevo una specie di ombra allungarsi su di me... ma ho voluto fare finta di niente... ma diciamo che ignorare le imminenze non serve molto ad allontanarle.
Ma vabbè, che ci posso fare.
le pene d'amore sembrano sempre quelle cose dalle quali non ne uscirai mai vivo. E poi in men che non si dica ti guardi nello specchio una mattina e ti senti, anzichè fottutamente solo, fottutamente libero.

domenica 21 ottobre 2007

le cose accadono per caso. ma forse non tutte.

sabato 20 ottobre 2007

suicidal dream - silverchair

I dream about, how its going to end,
Approaching me quickly,
Leaving a life of fear,
I only want my mind to be clear,
People, making fun of me,
For no reason but jealousy,
I fantasise about my death,
Ill kill myself from holding my breath,

My suicidal dream,
Voices telling me what to do,
My suicidal dream,
Im sure you will get yours too,

Help me, comfort me,
Stop me from feeling what Im feeling now,
The rope is here,
Now Ill find a use,
Ill kill myself,
Ill put my head in a noose,

My suicidal dream,
Voices telling me what to do,
My suicidal dream,
Im sure you will get yours too,

Dreamin about my death, dream,
Suicidal, suicidal, suicidal dream,
Im suicidal,
Suicidal dream,

giovedì 18 ottobre 2007

noia noia noia noia noia noia noia noia noia noia

è un percorso laterale
una fluida divinità
una convergenza stilistica
con il primitivo preistorico
è l'attualità è l'attualità
noia normale noia mortale
noia noia noia noia noia
mi annoio normalmente
mortalmente
mi annoio mortalmente
normalmente
non so bene non so cosa
non so quando non so dove
non so più non so non so
è un percorso laterale
una fluida divinità
una convergenza stilistica
con il primitivo preistorico
è l'attualità è l'attualità

lunedì 15 ottobre 2007

La costituzione italiana


Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica,
fondata
sul lavoro.

Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto
al lavoro e promuove le condizioni che rendano
effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo
le proprie possibilità e la propria scelta, una attività
o una funzione
che concorra al progresso
materiale o spirituale della società.

domenica 14 ottobre 2007

Daydream - Smashing Pumpkins


My daydream seems as one inside of you
Though it seems hard to reach through this life
Your blue and hopeless life

My daydream screams bitter 'til the end
The love i share -true- selfish to the heart
My heart, my sacred heart

My daydream dream
My daydream
My daydream dream
My daydream
. . .

I'm going crazy
I'm going crazy
I don't want fellngs
Your feelings

I have gone crazy
Motherfucking crazy
I have gone

giovedì 11 ottobre 2007

bury the hatchet

incredibile come io riesca ad essere un attimo prima fredda e distaccata in una telefonata di lavoro, annullandomi totalmente nella spiegazione di un progetto ad una cliente-foca dura di comprendonio e ritrovarmi esattamente in una situazione simile, ma privata, una decina di minuti dopo.
tutta la gente con la quale parlo pare non capirmi, non ascoltarmi.
certe volte i miei interlocutori hanno reazioni che mi fanno davvero incenerire. per rabbia, umiliazione, frustrazione.
mi si riempiono gli oggi di lacrime. sono qui sola nel mio ufficio ordinatissimo dopo 2 giorni di archiviazione selvaggia di ogni singolo foglio, mio e della mia capa.
un senso di vuoto mi assale mi riempie. il vuoto mi riempie svuotandomi.
la mia piccola vita che mi sembra avere messo nelle mani della persona sbagliata (e forne nemmeno consapevole, e forse nemmeno consenziente a tenerla) mi sembra ancora più piccola. emaciata. consumata dalla malinconia. dai digiuni. dalle sigarette e dai caffè di troppo.
sigaretta e acqua minerale. ho solo voglia di vedere scivolare via tutto quello che ho adesso. fare tabula rasa. buttare via tutto. cambiare prospettiva, voltalre pagina. ricominciare da zero, così come si deve fare certe volte quando sei dentro in un loop creativo che gira intorno all'idea sbagliata.
mi sono affannata per fare posto a cose nuove, a persone nuove. che invece di accomodarsi dolcemente nelle pieghe della mia esistenza, arrivan con violenza e come tornado fanno piazza pulita di ogni calore, di ogni gesto dolce e attento che io posso avere.
ora. disarmata, getto la spugna. arresa. perchè non ci si può accanire se qualcuno non ti vuole.
non si può insistere se qualcuno ti ride in faccia mentre gli spieghi della tua sofferenza, delle tue lacrime.
non si può sempre essere disponibili, lo so. a volte magari uno non ha voglia di farsi asciugare dalla mia tristezza. ma allora, cazzo, ditemelo.
sono pensieri confusi i miei.
un vago senso di vomito e traballante equilibrio. la stanza mi gira intorno. i vogli volano. arriva il vento dalla finestra e mi immagino che questo vento sia solo qui solo per solo in questo punto del mondo mentre tutto il resto è immobile.

lunedì 8 ottobre 2007

ti trovo un po' pallida, arrivi da milano?

saranno state le 2 ore di ritardo del treno sarà stato il rimaere totalmente al buio sul treno fermo in mezzo al nulla. sarà stato che per una cosa che faccio bene ce ne sono altre mille che invece vanno a cazzo.
sarà che avevo programmi per la serata che sono miseramente saltati a causa di trenitalia.
sarà che alla fine gira e rigira mi sto facendo il vuoto attorno. sarà che mi aspetto sempre molto dalle persone e invece le persone non mi danno mai nulla.
sarà che per me certi sentimenti sono incontenibili. per altri invece contenibilissimi.
sarà che spendo troppo per telefonate inutili sperando, certe volte anche con stupidi mezzucci, di guadagnarmi l'attenzione di qualcuno che a mio parere si interessa poco a me.
sarà che mi piacerebbe essere il centro della vita per qualcuno. qualcuno che per me è ineffetti al centro di molte cose già da un po'. sforzi vani. anzi non è che sianosforzi. a me viene tutto molto naturale. naturale persino sconvolgermi la vita a caso, sempre in direzioni diverse.
sto per mollare il colpo ragazzi. non so se qualcuno è interessato. ma sto per soccombere. quindi aiuto.

sabato 6 ottobre 2007

venerdì 5 ottobre 2007

secondo rilevamento della giornata

essere coninvolta in progetti creativi mi piace moltissimo. peccato che essndo la sottoscritta una pseudo account, mi devo sciroppare anche tutte le conseguenze dei miei guizzi geniali. ovvero. organizza, valuta costi, tempistiche, convinci il cliente... sarebbe bello fermarsi poi solo all'idea e vederla realizzata, senza dovere gestire quello che c'è in mezzo.
ma comuqnue bello.
e sempre gradne soddisfazione quando mi si dice grazie e i miei sforzi vengono apprezzati.

Hard work, soft life

super lavoro. Supertensione. da sola in ufficio e mille questioni da risolvere. prendere decisioni. essere piena di iniziativa. sto sforzandomi parecchio, cercando di superare i limiti che il mio carattere schivo spesso mi impone. e la cosa funziona... anche se un po' a fatica. Quando sono da sola e non ho pubblico... la cosa mi riesce meglio. Gli occhi degli altri addosso a me sono sempre un grande disagio.
Errori, scuse, email chilometriche, telefoni che suonano continuamente.
Ma in fondo tutto questo mi piace.
un destino tutto sommato ridente mi si offre nelle prossime ore.
Besos

mercoledì 3 ottobre 2007

un vago senso di infinito panico.

tutto da ricordare e conservare come una serie infinita di scatti fotografici.
non ho bisongo di materialità perchè certi momenti rimangano scolpiti nella mia mente.
attimi infiniti di infinita gioia. nessun altro a parte noi.
ma sempre la solita orribile sensazione. un vago senso di infinito panico quando tutto improvvisamente finisce e mi ritrovo da sola alla mia scrvania a combattere contro la voglia di tornarmene a casa.

domenica 30 settembre 2007

che domenica bestiale

minchia. nessuna altra parola per descrivere questa giornata.
il weekend è iniziato sotto i migliori auspici, venerdì sera, per concludersi (ok, non ancora concluso, ancora la serata è salvabile) come una cosa molle e informe. una merda insomma.

venerdì 28 settembre 2007

reveries e corrispondenze di amorosi sensi

up to now una strana giornata.
stanca dalla settimana, ma carica per la serata.
vorrei solo fregarmene. ma non ci riesco. semplicemente perchè certe cose mi interessano davverto troppo. forse più del necessario. forse molto di più che agli altri.
odio l'approssimazione. odio la sensibilità elefantiaca. odio dovere sempre far notare le cose alle persone. odio molto più questo che non ricevere io delle critiche o degli appunti sul mio comportamento.
ma poi piccole cose inaspettate accadono. e anche se sono infinitamente stupide, mi fanno infinitamente piacere. perchè sono piccole conferme a me stessa. piccole perle di self estime che non fanno mai male.
e poi è così bello sognare, inventarsi delle storie, costruire castelli in aria.....
intanto mi innervosisco perchè i telefoni suonano sempre occupati, perchè le persone si dimenticano cose fondamentali.
ma è venerdì, fra un po' sarò fuori da qui e lontana da questi stupidi accidenti.

martedì 25 settembre 2007

please to meet you.

spiragli di luce.
segnali di vita.
è strano come, a distanza di tempo, ti ritorni la voglia di parlare con persone che hai avuto a portata di mano per mesi ma con le quali hai scambiato sempre troppe poche parole.
sempre una bella sensazione di rinnovata curiosità. e di un minimo di certezza circa al fatto di partire, in qualche modo, da presupposti in parte comuni.
le giornate si accorciano, sta arrivando l'autunno. le foglie nel parco inziano a cadere. una dopo l'altra. ma io non ho troppa paura.
le cose si fanno complicate.
affronto tutto a piccoli passi. verrà l'autunno. e avrà i miei occhi.
mi guardo e mi riconsoco per una volta, come me stessa rifelssa negli specchi.
sono io. prorpio io. solo io. senza dipendenze e senza altre presenze.
infondo non ho bisogno di niente e nessuno perchè ben poche cose possiedo e ho posseduto.
adesso pausa.
caffè.
sigaretta.
balcone.

lunedì 24 settembre 2007

m.b.

Veggio co' be' vostr'occhi un dolce lume
che co' mie ciechi già veder non posso;
porto co' vostri piedi un pondo addosso,
che de' mie zoppi non è già costume.


Volo con le vostr'ale senza piume;
col vostro ingegno al ciel sempre son mosso;
dal vostro arbitrio son pallido e rosso,
freddo al sol, caldo alle più fredde brume.

Nel voler vostro è sol la voglia mia,
i miei pensier nel vostro cor si fanno,
nel vostro fiato son le mie parole.

Come luna da sé sol par ch'io sia,
ché gli occhi nostri in ciel veder non sanno
se non quel tanto che n'accende il sole.

domenica 23 settembre 2007

un quartino

non mi avete postato molti auguri... FATELO!
i miei primi 25 anni.
all'insegna di un weekend eno-gastronomico-culturale fra cinema teatri e sagre dei sapori regionali.
domani per oscuri motivi conoscerò wilma de angelis. Fortune che capitano a pochi nella vita.
giornatine un po' stupidine queste due passate.
la congiuntura astrale non deve essere delle migliori. Ma ci sono bagliori nella notte e spiragli di luce.
mi ritorna alla mente una vancanza del 2003.
telefonate di rito da ti-faccio-un-mondo-di-auguri. Ma sempre gradite, che mi catapultano nel passato e mi fanno venire voglia di viaggi e incontri.
berlino est.

venerdì 21 settembre 2007

non comprendo!


lo so che il 90% dei blog appartengono a quelle gategoria di scrivo-i-cazzi-miei-ma-per-non-sputtanarmi-li-scrivo-in-modo
-che-non-si-capisca-un-cazzo.
So anche che questo blog, probabilmente, rinetra nella categoria. Ma sui blog di persone che conosco molto bene e alle quali tengo, persone nella cui vita penso di avere un ruolo o, quantomeno, una presenza, insomma nei loro blog rimango a bocca aperta quando leggo cose che francamente non capisco affatto. perchè ho il desiderio/pretesa di sapere tutto.
un caffè coi parenti alle sei del mattino potrebbe essere risolutivo.
ecco
questa è una frase che non decifro.
soprattutto quando la prima frase invece la capisco. o forse la interpreto un po' come cazzo mi pare.
forse solo non capisco mai un cazzo. e tutto quello che ho creduto di capire fino ad ora, in relt non l'ho mai capito.
meno 2 giorni al mio compleanno. che passerò senza troppa convinzione in compagnia di una persona che non so bene collocare nella mia esistenza.
di fatto vorrei tutt'altro. ma ora mi sembra di dovere rispondere ad una specie di ordine precostituito che vuole che le cose vadano in un certo modo preciso.
ma poi alla fine forse andranno davvero in tutt'altra direzione.
e poi è confortante sapere che certe persone teste di minchia infondo ti vogliono bene. sognano davvero un futuro assieme a te. ma forse anche questa cosa rientra nella serie di cose che penso di avere capito e di cui invece non ho capito un cazzo.

giovedì 20 settembre 2007

pusa pranzo. milano, il luogo preciso non ha importanza. infondo poteva essere qualunque angolo di mondo. non vedevo o sentivo nulla attorno. nessuna altra faccia o voce a distrarmi dalla conversazione a dir poco violenta e velenosa. come al solito prevarico tutti con le mie parole pesanti e fredde come acciaio. sono definitiva. ma mi piacerebbe vedere persone altrettanto definitive. nesusno sceglie mai. nesusno capisce che scegliere è importante e dalle scelte a volte dipendono gli umori e le sensazioni e gli stati d'animo altrui.
sole. caldo. il mio pranzo quasi intatto. 30 minuti durati un secondo. o un'eternità a seconda dei punti di vista. essere così annebbiati dalla rabbia e dalla frustrazione da sbagliare la direzione della metro, accorgersene solo un secondo prima di salire. per fortuna.
tutto sommato però sono rientrata in agenzia prima della mia capa.
1 punto guadagnato, per contro mille mila punti persi per quanto riguarda serenità, calma, sorrisi e dolcezza.
che schifo.

lavorare meno, lavorare tutti

domenica è il mio compleanno. che dire, fatemi un po' di auguri.
oggi giornata inizata male ma fortunatamente appiattita su un mare di infinita noia lavorativa. è così. giorni pieni e tesi, giorni vuoi e molli.
litigo sempre con tutti. una mutazione nel mio carattere. la dolcezza che mi distingueva sta svanendo poco a poco.
il lavoro è difficile e complicato e le persone attorno a me lo rendono impossibile.
trovo nuova aria in un libro bellissimo che vi consiglio. silvano agosti, lettere da kirghisia.
una ventata d'aria fresca e di sana utopia.
torno a inventare strategie nuove per vendere torte in scatola. prevedo aggiornamento nel pomeriggio.
saluti.

martedì 11 settembre 2007

questa è la milano che mi ingoia

stanca e nervosa.
sempre più nel loop del lavoro selvaggio.
questa è la milano che mi ingoia.
gente che aspetta, senza sapere che io non ci sono, sono già lontana anni luce.
Anni luce. cazzo. che faccia un po' di chiarezza tutta questa luce.
Sono solo stanca e nervosa.
sull'orlo dell'esaurimento credo. come se le vancanze non ci fossero mai state.
come se niente si fosse mai fermato.
good night and good luck.

lunedì 10 settembre 2007

father & daughter

ci sono giornate come questa in cui mi sento serena e soddisfatta. in cui il lavoro, tutto sommato, va bene. giornate in cui riesco a destreggiarmi con leggerezza fra i mille problemi che mi si parano davanti con la frequenza di gocce di pioggia.
in queste giornate, in cui mi sento tutto sommato realizzata, mi chiedo se anche coloro che mi gurdano da lassù siano ugualmente soddisfatti di me...
ogni tnato sono felice anche solo se qualcuno al lavoro mi fa un sorriso, mi rendo conto ogni tanto di sorridere con ostinazione difronte a chi è contrito dalla concentrazione o dallo stress.. ed è una piccola conquista ricevere anche solo un piccolo accenno di sorriso da parte di queste persone.
sono più bella io stessa quando sorrido. quando invece incontro il mio sguardo stanco e scazzato sui finestrini della metrò, quasi non mi riconosco. Ma poi, è bello ritorvarmi a ridere di qualcosa.
Insomma. molto banalmente molto semplicemente sono contenta. Nonostante tutto. Nonostante tu mi guardi da lassù e non da quaggiù. Vabbè insomma. Mi manchi. Ma ci sei.

domenica 9 settembre 2007

che ci faccio io qui?

bologna è sempre bella, una città splendida, piena di vita. piena di gente. mi sento sempre a casa quando vado a bologna. mi sento allegra, quando scendo dal treno. mi semra che tutte le persone che scendono a bologna, me compresa, abbiano in quel momento un'aura intellettuale, rilassata, divertita, serena, interessante...
bologna mi si offre alla vista come una città buttata lì un po' a caso, con i palazzi tutti addossati, i portici sghembi, le strade strette.
Piazza Maggiore. Il nettuno. Le vie del ghetto. Tutto è familiare, non mi perdo più per le strade di Bologna. So benissimo che la freccia medioevale è conficcata in una trave di un portic di strada Maggioe, so che Piazza Santo Stefano ospita il mercato dell'antiquariato ogni domenica e che in quella piazza c'è il mio baretto preferito.
So benissimo che il cinema costa meno il mercoledì, so dove fanno il mohito buono e so dove trovare hambuger di struzzo. Non manca proprio nulla a bologna. le crepe più buone del mondo non le fanno a parigi, ma in via delle Belle arti a Bologna. A due passi da casa di m. a due passi da via delle Moline, a due passi dall'Osteria dell'Orsa. Dove hanno sempre la Bijoorn.
Bologna mi accoglie come una mamma, mi fa divertire come l'amica del cuore, mi rilassa come una nonna, mi ama come un uomo perfetto. Mi offre ogni volta quello che cerco, rovo sempre tutto a Bologna. Anche le vhs di Jodorowsky.
Bologna di notte è incredibilmente romantica. Romantica e undergorund. Persino i punkettoni mi sembrano un contron ideale certe volte. Persino le birre vuote spare sui gradini, persino le scritte sui muri, i cani che dormono sotto i portici. Tutto mi sembra perfetto. E mi sembra pefetto essere lì. Perfetto parlarsi, come se fosse la prima uscita insieme.

venerdì 7 settembre 2007

è solo un sogno - p.b.

Tutto resta ed è normale. Non c’è niente di speciale
Una carogna resta tale anche coi guanti bianchi
E l’universo tridimensionale sta perdendo il suo colore
Ed è avaro di stupore e di bei pensieri
Ma resta qui con me. E inventiamo un mondo che ci faccia ridere
Tutto resta uguale e i nostri occhi annoiati e semispenti
Non si accorgono che il sole ci riscalda tutti
Diventiamo semi-artificiali
Non amiamo più l’amore e scopiamo per capire di non esser soli
Ma resta qui con me
E inventiamo un mondo che ci faccia piangere di gioia
Ed io lo so che è solo un sogno che non ci inventiamo niente
Perché tutto splende ma noi non lo vediamo
Perché siamo velocissimi
Tutto resta uguale ed è banale
Non ha testa per pensare ma nemmeno per sofisticare tutto
Ed io lo so che è solo un sogno che non ci inventiamo niente
Perché tutto splende ma noi non lo vediamo
Perché siamo velocissimi
E lo so che tutto è niente che anche il bianco ha i suoi colori
Ed andare fuori dalle case da noi stessi ci farebbe respirare
Ed io lo so che è solo un sogno

martedì 4 settembre 2007

Handle with care

Lo so, non si capisce mai nulla di quello che voglio. Lo so, è difficile decifrarmi perchè spesso non so giustificare nemmeno a me stessa le mie stessa azioni.
Ma mi piacerebbe solo che mi si trattasse con un po' di cura.

domenica 2 settembre 2007

Cut here - The Cure



"So we meet again!" and I offer my hand
All dry and English slow
And you look at me and I understand
Yeah it's a look I used to know
"Three long years... and your favourite man...
Is that any way to say hello?"
And you hold me... like you'll never let me go

"Oh c'mon and have a drink with me
Sit down and talk a while..."
"Oh I wish I could... and I will!
But now I just don't have the time..."
And over my shoulder as I walk away
I see you give that look goodbye...
I still see that look in your eye...

So dizzy Mr. Busy - Too much rush to talk to Billy
All the silly frilly things have to first get done
In a minute - sometime soon - maybe next time - make it June
Until later... doesn't always come

It's so hard to think "It ends sometime
And this could be the last
I should really hear you sing again
And I should really watch you dance"
Because it's hard to think
"I'll never get another chance
To hold you... to hold you... "

But chilly Mr. Dilly - Too much rush to talk to Billy
All the tizzy fizzy idiot things must get done
In a second - just hang on - all in good time - wont be long
Until later...

I should've stopped to think - I should've made the time
I could've had that drink - I could've talked a while
I would've done it right - I would've moved us on
But I didn't - now it's all too late
It's over... over
And you're gone..

I miss you I miss you I miss you
I miss you I miss you I miss you so much

But how many times can I walk away and wish "If only..."
But how many times can I talk this way and wish "If only..."
Keep on making the same mistake
Keep on aching the same heartbreak
I wish "If only..."

But "If only...."
Is a wish too late...

if only tonight we could sleep - the cure

If only tonight we could sleep
in a bed made of flowers
if only tonight we could fall
in a deathless spell
if only tonight we could slide
into deep black water
and breathe
and breathe …

then an angel would come
with burning eyes like stars
and bury us deep
in his velvet arms

and the rain would cry
as our faces slipped away
and the rain would cry

don't let it end …

martedì 28 agosto 2007

p.d.v.

alcuni mi dicono che sembro serena, altri i dicono tutto il contrario.
chi dice che sono dimagrtia, chi dice che sono ingrassata. sempre io, sempre la stessa, stessi capelli, stessi occhi. eppure mille impressioni diverse sugli altri.
oggi è stata una giornata molto positiva al lavoro, diversa, se non altro, e interessante come tutte le cose nuove.
domani giornata dura ma sono contenta. si va dal cliente, nella tana del lupo. la mia prima vera e prorpia visita
il tempo sta lentamente cedendo all'autunno. prime piogge e primi grigiori atmosferici ma io ho sempre caldo.
forse sarà il sole di una decina di giorni fa che ancora mi riscalda.
milano mi lascia sempre diù indifferente. spesso arrivo in ufficio senza rendermene conto. nel tragitto mi immergo così profondamente nei miei pensieri che la realtà attorno a me diventa un accessorio inutile.
penso di parlare sempre troppo. penso di dire le cose sempre troppo sinceramente. ma il dirle mi alleggerisce. cose liberarmi da un piccolo fardello a costo di massacrare gli altri con le mie parole.

lunedì 27 agosto 2007

with best compliments


Dà sempre una certa soddisfazione sapere che qualcuno è rimasto colpito da te.
sapere che il tuo fascino è intramontabile e colpisce scenza intenzione.
Quindi, grazie!

si lavora e si produce

finalmente un senso al mio stare qui in agenzia, dopo una settimana di vuoto.
non che mi stia ammazzando di lavoro, ma per lo meno ho fatto quel paio di cose che in mia assenza nessuno avrebbe fatto, o avrebbe fatto svogliatamente. sepre compiti ingrati, sempre lavori che poi non portano la mia firma. ma lavoro per la mia personale gloria... perchè? è un problema?
un po' di cose da fare qui in ufficio, con la serenità di essere DA SOLA. senza pressioni.
tutto mi sembra improvvisamente consueto. normale. come se improvvisamente tutto sia più sensato. sensato svegliarsi presto, farsi una doccia e bere il caffè guardando dalla finesta l'uomo del palazzo di fronte che fuma su suo balconcino.
andare in stazine a piedi, ocn la città che si sveglia e l'aria fresca. un senso strano di serenità. consapevolezza.
il treno, il viaggio più veloce se si chiacchiera, la metro, solo un momento ascoltando musica a volume indecente per coprire il rumore del treno, cancellare i corpi di sconosciuti schiacciati contro di me.

il weekend passato mi sembra lontanissimo, per fotuna. perchè è stato vuoto e piatto e tormentato.
in porspettiva il prossimo mi sembra ricco, già un paio di proposte in ballo. voglia di non pensare a nulla e perdermi in un fiume di chiacchiere e drink....

a. è tornata, finalmente. e questo mi rasserena. stasera cinemino, domani sera qualcos'altro. per iniziare a vivere fuori da queste mura grigie e rosse.
mi sento più leggera. forse perchè ho sognato cose molto belle questa notte. forse perchè infondo il mese che sta per iniziare mi piace molto. i colori e i profunmi dell'autunno spesso mi riempiono di voglia di fare molto più di atre stagioni.
e poi fra un po' è il mio compleanno. e non vedo l'ora di diventare grande.

domenica 26 agosto 2007

in vain

ogni tanto ho l'illusione che le cose siano diverse. o che perlomeno possano esserlo.
mi capita di pensare che infondo sono io quella sbagliata e allora rimetto tutto in duscussione con tutte le conseguenze del caso. rivedo tutto per l'ennesima volta, ci rienso e ci rifletto a lungo. e decido che forse si, che fre si può provare ancora a dare fiducia a qualcuno che ti giura cose meravigliose.
ma poi cazzo. sempre devo disattendere ogni aspettativa. in ogni circostanza. e mi rendo conto di quanto sia triste e patetico il mio comportamento. sempre a preoccuparmi di fare quadrare le cose, sempre a correggere il tiro di quello che faccio, quando poi gli altri semplicemente se ne fregano di tutto e di tutti. con mota serenità e molta tranquillità.
e quindi la conclusione è una. smettere di affannarmi. capire, una volta per tutte, capure profondamente dentro di me che non vale la pena.
che non hanno nessuna importanza i miei sforzi.
che tutto quello che faccio, infondo, è come se lo facessi invano vsto che la controparte è sempre zero.
ho sbagliato sbaglio, continuerò a sbagliare. ma adesso capisco.
mi domando solo quando finirà questo orrendo periodo. mi chiedo cosa o chi possa tirarmi fuori da questo pantano, mi rendo conto anche che dovrò essere io da sola a farlo. a salvarmi, in un certo senso, prima di impazzire completamente di rabbia. per tutta questa indifferenza, per tutta questa freddezza, per tutto questo fatalismo, come se le cose spuntassero da sole dal nulla.
ho bisogno di tempo e spazio solo miei. recuperare le energie. la fiducia.l'orgoglio. la dolcezza che ho perso. che qualcuno mi ha portato via per il prorpio bieco bisogno.
post patetico. avevo promesso a me stessa che non ci sarei ricaduta, ma è più forte di me.
il prossimo post, prometto, sarà diverso.

venerdì 24 agosto 2007

pillola rossa o pillola blu?

sono una persona impulsiva.
non riesco mai a trattenere le parole, dico sempre tutto. agisco sempre secondo l'isitinto del momento.
non sempre è bello, non sempre è facile più che alro. anche perchè sono una persona volubile.

questa premessa per dire che nelle utlime settimane la mia vita continua a cambiare più o meno ogni giorno.

ogni momento sento che le cose potrebbero essere radicalmente diverse.

sostanzailmente sono difronte ad un bivio. scegliere la strada già
batuta, in qualche modo conosciuta. senza emozioni. con indifferenza e atarassia.
o avventurarmi in una dimensione sconosciuta, pericolosa forse. ma di gran luga più viva. ma i fondo dentro di me ho già scelto.

giovedì 23 agosto 2007

l'applausometro interiore

certe volte ti ritrovi a fare delle cose che ti catapultano improvvisamente nel passato più lontano. tutto è ugiale a molto tempo prima, sono cambiate magari un paio di cose. tipo l'abbigliamento più leggero o più pesante a seconda della stagione, la quantità di gente in giro a seconda del periodo dell'anno, la luce a seconda dell'ora, e ancora una volta a second adella stagione forse sono cambiate anche e sensazioni. perlomeno quelle basiche di caldo e freddo.
poi c'è un altro piano di cose che non cambiano. una serie di sensazioni fisiche chimiche emotive che sono rimaste del tutto invariate.
poi, ancora più in profondità, c'è un altro livelloreattivo ancora. questo forse è il punto critico, la zona più hot di tutta la faccenda insomma. diciamo una specie di ago della bilancia, una specie di applausometro interiore che ti rivela all'istante se la situazione che si ripropne sia di tuo gradimento o meno.
l'applausometro interiore ti dice un sacco di cose.
ma come tutti i marchingegni meccanici o fisologici che siano, l'applausometro interiore può andare in tilt, o in sovraccarico a causa, magari, di sensazioni discordanti.
insomma, un distastro, una specie di millennium bug intimista che ti sbarella totalmente, ti porta ad agire in modo inconsulto, ma tutto sommato in un modo che una certa logica la segue sempre.

andando oltre, è inquetante certe volte scontrarsi con la diversità. inquetante perchè, mi dispiace ammetterlo, ma la divesità è difficile da accettare, soprattutto se con questa diversità ti piacerebbe fare delle cose. delle cose qualsiasi. anche solo semplicemente guardare un film di serie b sul divano di casa la domenica sera.
siete lì, sul divano, con il plaid di pile dell'ikea. tutto va apparentemente benissimo, ma poi, di colpo, la terra si apre in due, un enomre vuoto vi divide, cercate di rimanere aggrappati, vi tirate, strattoate, facendovi un gran male. ma alla fine. inesorabilmente. il vuoto cosmico si farà largo tra voi due.
per la serie, l'ottimismo è il sale della vita.

domenica 19 agosto 2007

back to back

sono strane certe decisioni che vengono prese su due piedi e poi sembrno segnare indelebilmente tutta a vita. (esagerata...). lì per lì sei come in trance e non sai nemmeno bene che cosa stai facendo. ma sai che c'è un motivo. che è giusto così.
poi ti ritrovi catapultato in un'altra situazione, gi vista, già vissuta. e succede che per tutto il tempo ti domandi il vero motivo della tua presenza lì.
eppure poi riflettendo a mente fredda è meglio così.
basta solo abituarsi un po' all'idea. riassestarsi. cercae di non farsi intimorire da disapprovazioni varie ed eventuali. andare dritti per la propria strada .
e soprattutto basta non tornare andora indietro.

mercoledì 25 luglio 2007

workalchoolic

Prorpio ieri mentre rientravo a casa dopo il lavoro leggevo un articolo su una rivista (www.7thfloor.it) che palrla di work addiction... Insomma, sono solo all'inizo della mia vita lavorativa, eppure mi sono riconosciuta parecchio nel profilo di chi è presissimo dal lavoro e vive in uno stato perenne di necessità di dovere dimostrare bravura, presenza efficienza...
Forse è proprio l'ansia dell'inzio, forse è il tipo di lavoro che faccio...
La cosa strana è che i soggetti interessati da questa sindrome, sono conscinti dell'esagerazione che vivono. uscire tardi dall'uffcio, accettare ogni responsabilità... allo stesso tempo però sono in qualche modo alla ricerca di una via di fuga, prorpio perchè coscienti di questa esagerazione. ma non è che poi ne vogliano realmente uscire...
Insomma, un meccanismo un po' perverso.. nel quale ovvimanete mi riconosco.
Mi domando, a volte, solo a volte, solo in certi momenti tipo questo... quando sono le 1930 e sono ancora attiva davanti al mio pc... quanto è meglio un lavoro da imapegata all'anagrafe?

lunedì 23 luglio 2007

versi sparsi

certo che decidere non è mai semplice. non so se sono io particolarmente indecisa ma a volte mi risulta molto complessa anche la scelta fra un caffè normale e uno macchiato... figuriamoci il resto.
una zanzara mi ha appena punto sul braccio. Vorrei sempre essere fonte di felicità per le persone, così come lo sono stata per questa zanzara che ora se ne svolazza satolla e soddisfatta.
Certe volte forse la strategia migliore è quella dell'assenza.
Serata di cazzate e cazzate.
Pensamenti e ripensamenti
Se e ma.
Uomini e donne.
Autonomia e dipendenza.
Confusione extraordinaria.

domenica 22 luglio 2007

identity

ogni tanto mi capita di guardare la mia immagine riflessa nello specchio per quella qunatità di tempo necessaria per l'astrazione. mi spiego meglio. avete presente cosa accade se si ripete la stessa parola un nuomero infinite di volte? ovviamente se ne perde il senso. questo mi accade quando mi specchio a lungo. accade che non riesco a riconoscere più a mia immagine e non sono poi così sicura di essere proprio io lì ed in quel momento. Il mio volto diventa solo un volto, i miei occhi solo occhi, le mie labbra solo generiche e anonime labbra. è come se per un po' io perdessi l'identità.
Ogni tanto penso che ciò accada perchè non sono abiutata a considerare la mia identità come singola ed autosufficiente.
Di solito relativizzo la mia essenza rapportandola costantemente ad altro. Alla necssità di riconoscermi parte di qualcosa, una cosa qualsiasi. Una toria, un gruppo, una famiglia, una condizione esterna, "meccanica", ma limitata e finita e variabile. Ogni tano perdo il senso della mia singola identità inidpendente. Ammiro le persone che riescono ad affermare loro stesse anche quando il modno intorno a loro cambia, anche quando i riferimenti certi che determinano un inidviduo non ci sono più. Il disorientamento aumenta vertiginosamente quando nella tua mente si creano aspettattive che assecondano la tua identità. Certe volte capita che l'identità si pieghi persino a delle aspettative, venendo a dipendere da qualcosa che nemmeno esiste. Il fatto che poi il più delle volte queste aspettative vengano disattese non fa che creare confusione e necessità di nuovi pilastri e riferiment attorno ai quali riconoscersi ed indentificarsi.
Tutto chiaro no?
riverisco.

lunedì 2 luglio 2007

True Life


45 minuti di viaggio novara milano in piedi su treno superaffollato, a questo punto davvero meglio la biciletta.
arrivo a milano, problemi sulla linea rossa, forse un suicida a conciliazione.... me la faccio a piedi da cadorna in corso vercelli nell'unico qurto d'ora della giornata in cui ha piovuto e contemporaneamente ha fatto un caldo puroso. arrivo in ufficio tutta trafelata, mi affaccio e non la vedo... evvai, sono arrivata prima... allora mi rilasso, vado alla macchinetta del caffè (la sola cosa gratuita in questo stage, a parte il mio tempo che dedico al lavoro) e la vedo. cazzo. è già al 3 caffè. come cazzo ha fatto ad arrivare prima di me anche oggi?
la giornata passa in realtà molto veloce, e forse proprio questo che mi ha fregato, improvvisamente sono le 18 e io sono ancora alla 3 riga di una mail che dovrebbe essere mooolto più lunga. allora mi impegno e alle 1820 ho finito, ma ovvimanete LEI non ha tempo di ricontrollara (chiaro, scrivo le meil al posto suo, poi le firma lei e amici come prima) e allora... qualcosa in me si spegne. Aspetto che finsica di paralre al telefono con la stessa persona per la SESTA volta nel giro di 2 re, per dire le STESSE cose delle 5 telefonate precendenti. Mi metto vicino a lei. Leggiamo la mail. Va malissimo, mi cambia tutte le parole, tutte le virgole, tutti i punti. Più che altro sembra una sostituzioe automatica con i sinonimi e contrari. Mancano davvero le ultime 4 righe. Sono le 1940. Io timidamente le dico... scusa, magari visto che abbaimo quasi finito, andrei, così riesco a prendere il treno alle 2015 (e sono a casa in tempo per riusicre a dormire appena le ore sufficenit per non essere morta domani mattina, averi voluto aggiungere)... e lei mi guarda, e mi dice: stefy. devi cercarti una casa a milano, non puoi essere legata ad un treno.
Io non ho la forza di rispondere e dire niente. Cheido scusa, mi viene quasi da piangere... e me ne vado.
Che storia triste.

giovedì 28 giugno 2007

Tempo, bilanci e soddisfazioni

Tutto sommato, ma proprio tutto sommato, il bilancio è positivo. Un calcolo algebrico fatto di più e di meno... e si, il bilancio è positivo.
Le persone mi cercano, hanno bisogno di me, e io mi sento e sono in qualche modo utile nel marchingegno del meccanismo che elabora le pubblicità di ogni genere e specie.
E' bello sentirsi dire grazie, non avrei saputo come fare senza di te.
E' bello, in generale, sentirsi dire grazie in ogni caso.
Alla fine vedo passare tra le mie mani quello che poi dopo qualche tempo vedo in tv, sui giornali, per la strada. Progetti che anche in minima parte ho seguito, indirizzato, supervisionato.
E la cosa, ovviamente, mi fa piacere.
Certo, non stiamo parlando di avere scoperto il vaccino per i mali del mondo, ma in questa micro realtà super frivola sto asusmendo un ruolo un pochino necessario. In certe circostanze indispensabile.
Milano corre alla velocità della luce, io cerco di starle dietro ma sepsso sono in ritadro. Perdo i treni, le porte della metro si chiudojno appena in tempo per non farmi salire. Ma sto migliorando. Questa cosa per fortuna accade sempre meno spesso. Milano è indifferente se io perdo qualche treno o faccio tardi ad un appuntamento.
Risciurò a tarare i miei tempi sui suoi?
Riuscirò a tarare i miei tempi su quelli delle persone che amo?
E soprattutto chi deve adeguarsi a chi? Chi deve adeguarsi a cosa?

mercoledì 27 giugno 2007


Una breve parentesi di delirio sentimentale femminile. Mi è concesso, penso, in un blog dallo sfondo rosa. E si sa, il rosa è per anotnomasia il colore delle "femmine" e di tutto quello che concerne il loro mondo.
Insomma, il delirio conseiste semplicemnte in uno sfogo che penso sarà molto breve perchè quando inzio con le lamentele non mi sto mai molto simpatica e penso di non essere particolarmente gradita nemmeno agli altri, rischiando così di perdere i miei lettori, ammesso che ce ne siano.
A questo punto, visto che mi sono già dilungata molto con i preamboli, ridurrei il mio delirio ad un elenco puntato di domande.
Vi saluto ora, non so quanti arriveranno a completare la lettura del post.
Riverisco.
  • Perchè sono sempre le donne ad inseguire gli uomini?
  • perchè sono sempre le donne a soffrire e piangere e disperarsi?
  • perchè gli uomini hanno sempre una vena abbondante di pigrizia e poca intraprendenza?
  • perchè è così difficle progettare qualcosa (anche di molto stupido) con un uomo?
  • perchè ti piace sempre la persona sbagliata?
  • e soprattutto, perchè hai lasciato il tuo ex? non si stava poi così male assieme...
  • perchè regolarmente quelli che ti stanno più addosso sono quelli che vorresti far sparire dalla faccia della terra?
  • perchè sento sempre questo incessante bisogno di ocnmunicare e stare in contatto mentre dall'altra parte (salvo stimoli/punzecchiamenti/provocazioni) non si muove una foglia?
Con questa serie, peraltro breve, di domande enigmatiche alle quali credo nemmeno Dio saprebbe rispondermi, metto un punto a questa giornata in attesa del 4 agosto.

lunedì 25 giugno 2007

Treno interregionale Torino P.N - Milano C.le















Fare la pendolare, certamente, ti mette nella condizione di vedere e incorciare moltissime persone. Per poche decine di minuti sei a contatto con una varia umanità.
Le categorie di persone che si incontrano sui treni variano a seconda delle fasce orarie, sebbe questa tassonomia non sia poi così rigida. I viaggiatori, infatti, sanno sempre sorprendere e saltano, quando meno te lo aspetti, ad orari inconsueti, sul primo interregionale.

NOVARA MILANO

Ore 07:02 a.m.
(mi capita raramente di partire a quell'ora) ci sono gli Yuppies. Quelli che dalle prime luci dell'alba sono già incollati al cellulare, quelli che dormono con il blue thooth nell'orecchio, quelli che sono ancora figli degli anni 80, o semplicemente figli di papà che per scrupolo di coscienza sentono di dovere lavorare per giustificare il loro conto in banca già di per sè esageratamente pieno di zeri.
Alle 7 però ci sono anche gli operai (molto più sulle linee di competenza delle ferrovie nord che sulle linee delle ferrovie dello stato) e sono per lo più nordafricani. Per lo più molto giovani. Per lo più motlo stanchi. E io e il mio animo sociale, non so bene per quale motivo, tendiamo a rispettare e stimare molto di più questa secodna categoria.
Ore 08:02 a.m.
ci sono gli impegati e gli studenti volenterosi che quando sono in viaggio non fanno altro che parlare del viaggio stesso, della condizione del pendolare, della sporcizia e delle inchieste delle ieie su quanto sono sporchi i poggiatesta dei sedili. Dei viaggiatori autoreferenziali insomma. Ma i viaggiatori delle otto amano essere poliedrici e a volte alternano questo tipo di discorsi con altri argomeni che vanno dallo studio a lavoro. Tuue cose molto interessanti.
Ore 09:02 a.m.
ci sono gli studenti meno volenterosi, ci sono quelli che fanno l'accademia, quelli che magari hanno un esame alle 11, quelli che hanno i colloqui di lavoro. Questi di solito non parlano. Troppo assonnati (hanno fatto tardi, hann perso il treno delle 8 e stanno morendo dalla voglia di dormire), troppo tesi (per l'esame o per il colloquio), troppo immmersi nei loro pensieri artistici (quelli che fanno l'accademia).

[continua]

sabato 23 giugno 2007

Milano da bere

la movida milanese si apre ai miei occhi ogni volta come se i fossi solo una piccola ingenua ragazza di provincia. Milano è proprio una città che incarna tutti i luoghi comuni che su di lei sono nati e cresciuti. Milano, cocaina, milano da bere, milano modo, milano money, milano fabbriche, milano metropolitana, milano macdonalds, milano super trendy, milano alternativa. Milano è proprio come chiunque se la può immaginare. E' tutto quello che di questa città si pensa.E' tutto vero. Così vero che sembra quasi finto. Ogni tanto però milano riesce sempre a stupirmi. Io la vivo proprio come uno strumento, non come un posto. Come un mezzo, come un qualcosa da usare. Invece ogni tanto riesce a regalarmi una sorpresa ricca di umanità.
Questa sera finalmente il vento.
Meglio la città la campagna per vivere?
Ogni tanto mi figuro questa mia vita possibile in una qualche meravigliosa casa in campagna, non necessariamente casa da super ricchi, una casa anzi molto semplice.
Immagino una vita seganta dal tempo e dalle stagioni. Mentre viaggio ogni giorno fra novara e mialno, scopro qualcosa di affascinante. Il riso un po' più verde, i campi un po' più arati che portano i segni del passaggio di qualche contadino. Gli aironi che guardano lontano.
Io transito in mezzo a tutto ciò ed è bello ogni giorno lasciare una margine di stupore nella routine più noiosa.

martedì 19 giugno 2007

account

lavoro come stagista in una grande agenzia pubblicitaria di milano. non so bene perchè e percome ma la mia vita sta viaggiando verso questa deriva comunicativa pubblicitaria.
la mia capa diretta è una giovane donna, giovane, per l'appunto e poco più vecchia di me.
il mondo che mi si para davanti ogni mattina da un mese a questa parte è un caleidoscopico turbine di relazioni interpersonali fatto di telefonate, riunioni, meeting, prgogress, briefing, debriefing e tutto quello che c'è scrtto nei manuali di comunicazione, comprese strategie e brand awareness. con la dfferenza che qui non è tutto ordinatamente suddiviso in paragrafi, ma un po' mescolato alla rinfusa.
in questi giorni la boss è assente e io sto giocando sempre più seriamente a fare l'account. per chi non lo sapesse, in un'agenzia di comunicazione l'account è l'interfaccia con il cliente.
per esempio. c'è qualcuno che decide di fare uno spot. l'account va da questo qualcuno, capisce un po' cosa vuole, riferisce il tutto in ageniza ai creativi. dopodichè comincia un rimbalzo di materiali, modifiche, ottimizzazioni che va avanti per un periodo di tempo più o meno indefinito, finchè qualcuno non decide che il suddetto tempo è finito. e alla fine succede che si è sempre in ritardo. sempre. a prescindere dalla data di inizo del lavoro.
ora. una come me, una silenziosa serafica calma ragazza... reagisce malissimo alla frenesia. va a finire che una come me subisce una specie di mutazione interiore e si adegua al ritmo. per forza di cose.
con l'effetto collaterale di una sorta di incipit di esaurimento nervoso dovuto non tanto alle responsabilità (ancora abbastanza umane e limitate) affidatele, quanto alla necessità di dovere sempre e comunque correre. sempre. velocizzarsi. sempre. sto combattendo contro la mia indole da bradipo. la battaglia è lunga e difficile. affilo i coltelli. distendo lo spirito. e come un samurai aspetto che il nemico mi si avvicini.

lunedì 18 giugno 2007

starting from beggining

nasce un blog al minuto. non posso non contribuire a tenere alta questa statistica.
ora che ci sono dentro fino al collo, tutto è pane per i miei denti, ogni cosa sotto questo cielo mi interessa, dallo spot mulino bianco alle pontificazioni di corona dal suo balcone.
dalla bizzarra situazione meteo di questi giorni (cielo plumbeo, 28°) al palinsesto della tv generlasita.
un primo post buttato un po' lì, senza un motivo preciso.
ho bisogno di incoraggiamento, vogliate sostenermi.
riverisco.