sabato 29 dicembre 2007

live from bari 3 [ se è dotta, è abbandonata ]

birra peroni in bottiglia: 80 centesimi
amaro montegro in bicchiere praticamente colmo: 1,50 euro
un quarto di focaccia barese con pomodorini: 80 centesmi
stare qui non ha prezzo, per tutto il resto c'è mastercard.
insomma si vive bene, a parte la salsedine che mi rende impossibile la gesione dei miei lunghi capelli, a parte il gatto di casa che mi ha infestato la valigia di pelo. a parte i clacson delle macchine che suonano per un cazzo... insomma vabbè non so bene da che parte cominciare a dire che sono contenta che sto bene che questa full immersion qui ci voleva prorpio. mi sono allontanata da un po' di cose che ora mi sembrano appunto lontanissime nel tempo e nello spazio e va benissimo così. altre cose sempre lontane nello spazio ma più vicine nel tempo mi aspetano ma forse no. chi lo sa. non so forse la mia mente corre sempre troppo, e inconsapevolemtne e involontariamente ho messo su un bel castello in aira. come sempre del resto.
sono la solita.

giovedì 27 dicembre 2007

live from bari 2 [il guerrier ch'entro mi rugge]

qui le cose scorrono un po' languide. come in ogni città di mare. le giornate passano e io mi ritrovao a vivere in fasce orarie che generalmente sono nella mia quotidianità dei momenti vuoti e morti. per cui bene. molta vita.
mi attende il lungomare e mi pare ovvio che io ora non abbia tempo par il pc.

lunedì 24 dicembre 2007

live form bari - 1

vigilia di natale con tutti tuttissimi i sacrissimi crismi del natale meridionale. incredibile la produzione di cibo. sembra un dovere. è un dovere tutto sommato. e tutto sommato lo trovo così allucinantte che non può non piacermi. qui solo da un giorno eppure mi pare di non essere mai andata via. bari è bellissima, il mare splendidamente piatto, il mercato di sera, la focaccia calda, il veglione e le luci sui balconi. petardi e simil bombe a mano dalle 3 del pomeriggio. insomma. tutto quello che chi conosce anche solo un po' il sud si immagina qui c'è ed è tutto fottuatamente vero. e mi piace un sacco. forse perchè lo vedo poche volte all'anno. non so.
a parte le quantità indecenti di cibi vari ed eventuali, i regali da fare a quantità altrettanto indeceti di cugini e zii, a parte la salsedine che rende viscide le strade e gli uomini del mercato che urlano signò, le cozze le cozze le cozze belle. .... a parte questo, anzi forse anche per questo, devo riconsocere di essere contenta. forse addirittura a tratti felice. forse perchè per la prima volta da mesi mi ritrovo più forte. come se ora niente più potrà intaccarmi. sono felice che arrivi un nuovo anno e sto pensando alle cose che voglio lasciarmi alle spalle e alle cose invece che vorrei nascesserro. le cose che io stessa vorrei costruire.
oggi è giorno di nascita. e nascita deve essere anche nel profondo del mio spirito.
sono felice perchè questa città mi riempie di vita, perchè la mia famiglia è decisamente ed estremamente pittoresca e io quando sono qui vorrei che tutti potessero vedermi così spensierata e sorridente e divertita. e vorrei presentare a tutti quanti le persone che ora sono qui con me. insomma, sto scrivendo prorpio i pensierini del natale. quelli dei bravi bambini.
ma lo spirito qguerrier ch'entro mi rugge non mi abbandona mai. è forse quello che mi rende così. insomma non so. 24mila pensieri al secondo, come al solito. qulcuno di questi pensieri mi rallegra piùì degli altri.

sabato 22 dicembre 2007

futuro anteriore

credo che babbo natale mi abbia portato il mio regalo già da un paio di giorni. certo se l'intento era quello di farmi una sorpresa ci è riuscito in pieno. mai stata più sorpresa di così.
sono contenta di partire, ma sono ancora più contenta di sapere che presto sarò già ritornata.

+4 + 6 = +10

gli ultimi due giorni mi sembrano un flusso unico senza interruzione. sarà che ho dormito poco e che sono successe tante cose e che dopodomani, anzi ormai domani, parto per la pooglia.
non mi rendo conto del natale imminente. in raltà non mi rendo conto di un cazzo.
sono stanca e ho molto sonno. ma vorrei scrivere per ore. forse fino a domani. raccontando tutto. iniziando dal concerto del cazzo che ho sentito stasera, per finire con la pasta al pesto e i sei ( o quattro) gradi che c'erano a milano nel tardo pomeriggio.
domani sveglia prestissimo, casette di marzapane con la mamma, predisposizione al viaggio e preparazione al volo. torre di controllo aiuto sto finendo l'aria dentro il serbatoio. e si, i fumi alcoolici si fanno sentire e non ho l'età. ma dio come erano belle certe canzoni anni 40.

giovedì 20 dicembre 2007

pubblico, privato e geografia

che quando inizi a lavorare la tua vita cambi l'avevo intuito. mi ritrovo quindi a fare tutte le cose tipiche di chi lavora. a parte il lavoro in sè, novità nella mia vita di studentessa fino a un annetto fa, inizia a costruirsi un mondo legato al lavoro che si insinua nella mia vita privata.
In più è periodo di Natale, cosa che non fa che favorire questa contaminazione tra pubblico e privato, per intenderci.
Ieri sera festa di natale dell'agenzia. Il boss in forma smagliate con la sua aurea di fascino da rappresentante di enciclopedie, i colleghi tutti brilli e ovviamente molto "sbottonati".
Incontri assolutamente insapettati e quanto mai graditi. E oggi i postumi di una serata che tutto sommato è finita anche troppo presto e che avrei protratto ancora per qualche ora. Ma troppe questioni, troppi blocchi, troppe insicurezze. E sempre l'incubo di essere sconvenienti e incasinare le cose per seguire un istinto momentaneo. Che però tutt'ora mi pervade.
Sono solo le 14. Mi attendono almeno atre 4 ore di scrivania pc e stesura di documenti vari ed eventuali da scrivere prima di poter fuggire a mangiare il panettone al di là della linea gotica. Nella mia cara e amatissima terronia.

martedì 18 dicembre 2007

Veleno - Subsonica

Niente di più calzante e niente di più rappresentativo per questa giornata. Sebbene dal 2002 i Subsonica mi stiano cordialmente antipatici, questo testo mi cstringe a citarli.


Come gli adesivi che si staccano
Lascio che le cose ora succedano
Quante circostanze si riattivano
Fuori dai circuiti della volontà.

Come il vento gioca con la plastica
Vedo trasportata la mia dignità.

Oggi tradisco la stabilità
Senza attenuanti e nessuna pietà.
Oggi il mio passato mi ricorda che
Io non so sfuggirti senza fingere.

E che non posso sentirmi libero
Dalla tua corda, dal tuo patibolo.

E un’altra volta mi avvicinerò
Alla tua bocca mi avvicinerò
E un’altra volta mi avvelenerò
Del tuo veleno mi avvelenerò.

Come gli adesivi che si staccano
Come le cerniere che si incastrano
Come interruttori che non scattano
O caricatori che si inceppano

Io tradisco le ultime mie volontà.
Tutte le promesse ora si infrangono.

Penso ai tuoi crimini senza pietà
Contro la mia ingenua umanità.

Scelgo di dissolvermi dentro di te
Mentre tu saccheggi le mie lacrime.

E sarò cieco, forse libero
Solo nell’alba di un patibolo.
Dentro una storia senza più titolo
Scegliendo un ruolo senza credito
Strappando il fiore più carnivoro
Io cerco il fuoco e mi brucerò.

E un’altra volta mi avvicinerò
Alla tua bocca mi avvicinerò
E un’altra volta mi avvelenerò
Del tuo veleno mi avvelenerò

lunedì 17 dicembre 2007

s on the rocks

primo rilevamento.
la giornata è letargica. gli occhi stentano a stare aperdi. immagino il mio letto caldo ed accogliente. fuori il cielo è monocromo. monotono. un po' tutto quello che finisce con "ono".
la mia boss è in forma ragliante. io sto già pianificando il prossimo fine settimana, è grave?, e vorrei solo avere a disposizione il doppio del tempo per vedere tutti, andare ad abbracciare personalmente ongi persona che ora non è qui.
ho ceduto anche io allo spirito natalizio. ho comprato dei regali, pochi ma sentiti. e mi fa solo specie, per quest'anno, doverli spedire e non consegnare di persona come vorrei. leggere tra le pieghe degli occhi il gradimento, la sorpresa. e po perdersi in un lungo abbraccio chiarificatore, appianatore. e un po' tutto quello che finisce con "tore".
sto pian piano attraversando il mio deserto. vedo la fine, l'oasi. ma ci sono ancora un po' di chilometri da fare. forse solo qualche centinaio di metri. forse in realtà sono già arrivata e sto solo guardandomi ancora indietro.
dovrei solo girarmi, lasciarmi tutto alle spalle, inizare il 2008 con rinnovato e vivo entusiasmo, che alla fine tutto va bene. e io sono una roccia incrollabile.

venerdì 14 dicembre 2007

Suggestionabili - Paolo Benvegnù

Io so la mia verità e voglio usare il cranio come un archibugio
Per sparare la mia verità che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia.

La mia verità è come una finestra nel vuoto inchiodata ai suoi cardini.

La mia verità, linea di protezione e coerenza ai deserti che cambiano
Ma sono suggestionabile sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili
siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità. Sono passato in mezzo agli inferni alle mie pazzie, ma è la mia verità.

E spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa.

La mia verità è nell’ostinazione a cercarmi a ferirmi a capirmi.

La mia verità è rinnegare i padri le madri le bocche e gli stomaci
Ma sono suggestionabile sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità e voglio andare in fondo a tutto quello che so
Io voglio assaporare ogni secondo che avrò.

Perché io sono un uomo. Io sono insicuro. Io sono il padre la madre il figlio
Io sono il vertice. Io sono l’assoluto. Io sono il genio. Io sono il mio assassino.

Ma sono l’unica cosa che mi rimane
Io sono l’ultima cosa che ho. Sarò la prima cosa che avrò
Se sono l’ultima cosa che mi rimane.
Sarò la prima cosa che mi rimane.
Siamo troppo suggestionabili

giovedì 6 dicembre 2007

se mi lasci ti cancello

avete presente come è terribile quando sei, mettiamo, a far visita ad una persona. Sei lì e vedi che la conversazione langue un pochino, le circostanze sono imbarazzanti ma tuttavia non vorresti andartene. Allora inizi a dire beh, io vado. E l'altro non fa nulla, e dico nulla, per trattenerti, nemmeno una finta di quelle finte che si fanno per dovere.
E tu sei lì che dici beh, allora, me ne sto andando.
E l'altro, niente.
E ancora insisti e dici beh si, sto mettendomi il cappotto, perchè me ne vado....
e l'altro, muto.
Ecco. Penso che non esista niente di più triste, umiliante, deprimente.

mercoledì 5 dicembre 2007

superalcolico spirito natalizio

mi domandavo dove fosse il mega super ricovero delle luci natalizie. ovvero dove i vari comuni conservano le decorazioni natalizie cittadine durante i 10 mesi dell'anno che non sono propriamente da considerasi periodo natalizio appunto.
nella via di casa mia, anzi, nella via parallela, le luci sono du da un bel po'. una settimana abbondante dire. non sono molto belle. credo simulino una sorta di agrifoglio o palcosa del genere con il risultato che assomigliano molto più ad un disegno anatomico del sistema venoso piuttosto che ad un elemento decorativi tipico del santo natale.
non è che io voglia per forza schirarmi o fare la parte dell'alernativona "chè io il natale non lo posso sopportare" ma ineffetti credo che la mia posizione in merito risulti globalmente assimilabile alla suddetto atteggiamento.
insomma, proprio il natale non posso soffrirlo. sopratutto non posso soffrire le luci, i regli, i metri cubi di carta natalizia, i tacchini farciti, le stelline filanti, i presepi e tutto il resto. mi piacerebbe potere andare in un posto dove il natale non c'è. o non si vede. o viene vissuto come una festa ordinaria, chessò, la festa della repubblica. dove non è così important stare in famiglia, dove non è csì importante onorare la festa con la messa e con il panettone. dico così forse perchè qui dalle mie parti, nella mia famiglia in particolare, si è sempre festeggiato moltissimo il natale. eppure nessuno sembra gioirne. tranne mio fratello. per noi altri, mia madre compresa,pare essere una sorta di dovere morale, non tanto nei confronti del bambin gesù, quanto nei confronti di una sorta di immaginario familiare che vuole a tutti i costi essere tenuto in vita.
concludo con una citazione autorevolissima, citata già da alcuni prima

Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l'allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s'hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un'ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all'attivo? Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto "allegro Natale" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!
Charles Dickens, Un canto di Natale