bologna è sempre bella, una città splendida, piena di vita. piena di gente. mi sento sempre a casa quando vado a bologna. mi sento allegra, quando scendo dal treno. mi semra che tutte le persone che scendono a bologna, me compresa, abbiano in quel momento un'aura intellettuale, rilassata, divertita, serena, interessante...
bologna mi si offre alla vista come una città buttata lì un po' a caso, con i palazzi tutti addossati, i portici sghembi, le strade strette.
Piazza Maggiore. Il nettuno. Le vie del ghetto. Tutto è familiare, non mi perdo più per le strade di Bologna. So benissimo che la freccia medioevale è conficcata in una trave di un portic di strada Maggioe, so che Piazza Santo Stefano ospita il mercato dell'antiquariato ogni domenica e che in quella piazza c'è il mio baretto preferito.
So benissimo che il cinema costa meno il mercoledì, so dove fanno il mohito buono e so dove trovare hambuger di struzzo. Non manca proprio nulla a bologna. le crepe più buone del mondo non le fanno a parigi, ma in via delle Belle arti a Bologna. A due passi da casa di m. a due passi da via delle Moline, a due passi dall'Osteria dell'Orsa. Dove hanno sempre la Bijoorn.
Bologna mi accoglie come una mamma, mi fa divertire come l'amica del cuore, mi rilassa come una nonna, mi ama come un uomo perfetto. Mi offre ogni volta quello che cerco, rovo sempre tutto a Bologna. Anche le vhs di Jodorowsky.
Bologna di notte è incredibilmente romantica. Romantica e undergorund. Persino i punkettoni mi sembrano un contron ideale certe volte. Persino le birre vuote spare sui gradini, persino le scritte sui muri, i cani che dormono sotto i portici. Tutto mi sembra perfetto. E mi sembra pefetto essere lì. Perfetto parlarsi, come se fosse la prima uscita insieme.
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domenica 9 settembre 2007
lunedì 27 agosto 2007
si lavora e si produce
finalmente un senso al mio stare qui in agenzia, dopo una settimana di vuoto.
non che mi stia ammazzando di lavoro, ma per lo meno ho fatto quel paio di cose che in mia assenza nessuno avrebbe fatto, o avrebbe fatto svogliatamente. sepre compiti ingrati, sempre lavori che poi non portano la mia firma. ma lavoro per la mia personale gloria... perchè? è un problema?
un po' di cose da fare qui in ufficio, con la serenità di essere DA SOLA. senza pressioni.
tutto mi sembra improvvisamente consueto. normale. come se improvvisamente tutto sia più sensato. sensato svegliarsi presto, farsi una doccia e bere il caffè guardando dalla finesta l'uomo del palazzo di fronte che fuma su suo balconcino.
andare in stazine a piedi, ocn la città che si sveglia e l'aria fresca. un senso strano di serenità. consapevolezza.
il treno, il viaggio più veloce se si chiacchiera, la metro, solo un momento ascoltando musica a volume indecente per coprire il rumore del treno, cancellare i corpi di sconosciuti schiacciati contro di me.
il weekend passato mi sembra lontanissimo, per fotuna. perchè è stato vuoto e piatto e tormentato.
in porspettiva il prossimo mi sembra ricco, già un paio di proposte in ballo. voglia di non pensare a nulla e perdermi in un fiume di chiacchiere e drink....
a. è tornata, finalmente. e questo mi rasserena. stasera cinemino, domani sera qualcos'altro. per iniziare a vivere fuori da queste mura grigie e rosse.
mi sento più leggera. forse perchè ho sognato cose molto belle questa notte. forse perchè infondo il mese che sta per iniziare mi piace molto. i colori e i profunmi dell'autunno spesso mi riempiono di voglia di fare molto più di atre stagioni.
e poi fra un po' è il mio compleanno. e non vedo l'ora di diventare grande.
non che mi stia ammazzando di lavoro, ma per lo meno ho fatto quel paio di cose che in mia assenza nessuno avrebbe fatto, o avrebbe fatto svogliatamente. sepre compiti ingrati, sempre lavori che poi non portano la mia firma. ma lavoro per la mia personale gloria... perchè? è un problema?
un po' di cose da fare qui in ufficio, con la serenità di essere DA SOLA. senza pressioni.
tutto mi sembra improvvisamente consueto. normale. come se improvvisamente tutto sia più sensato. sensato svegliarsi presto, farsi una doccia e bere il caffè guardando dalla finesta l'uomo del palazzo di fronte che fuma su suo balconcino.
andare in stazine a piedi, ocn la città che si sveglia e l'aria fresca. un senso strano di serenità. consapevolezza.
il treno, il viaggio più veloce se si chiacchiera, la metro, solo un momento ascoltando musica a volume indecente per coprire il rumore del treno, cancellare i corpi di sconosciuti schiacciati contro di me.
il weekend passato mi sembra lontanissimo, per fotuna. perchè è stato vuoto e piatto e tormentato.
in porspettiva il prossimo mi sembra ricco, già un paio di proposte in ballo. voglia di non pensare a nulla e perdermi in un fiume di chiacchiere e drink....
a. è tornata, finalmente. e questo mi rasserena. stasera cinemino, domani sera qualcos'altro. per iniziare a vivere fuori da queste mura grigie e rosse.
mi sento più leggera. forse perchè ho sognato cose molto belle questa notte. forse perchè infondo il mese che sta per iniziare mi piace molto. i colori e i profunmi dell'autunno spesso mi riempiono di voglia di fare molto più di atre stagioni.
e poi fra un po' è il mio compleanno. e non vedo l'ora di diventare grande.
domenica 26 agosto 2007
in vain
ogni tanto ho l'illusione che le cose siano diverse. o che perlomeno possano esserlo.
mi capita di pensare che infondo sono io quella sbagliata e allora rimetto tutto in duscussione con tutte le conseguenze del caso. rivedo tutto per l'ennesima volta, ci rienso e ci rifletto a lungo. e decido che forse si, che fre si può provare ancora a dare fiducia a qualcuno che ti giura cose meravigliose.
ma poi cazzo. sempre devo disattendere ogni aspettativa. in ogni circostanza. e mi rendo conto di quanto sia triste e patetico il mio comportamento. sempre a preoccuparmi di fare quadrare le cose, sempre a correggere il tiro di quello che faccio, quando poi gli altri semplicemente se ne fregano di tutto e di tutti. con mota serenità e molta tranquillità.
e quindi la conclusione è una. smettere di affannarmi. capire, una volta per tutte, capure profondamente dentro di me che non vale la pena.
che non hanno nessuna importanza i miei sforzi.
che tutto quello che faccio, infondo, è come se lo facessi invano vsto che la controparte è sempre zero.
ho sbagliato sbaglio, continuerò a sbagliare. ma adesso capisco.
mi domando solo quando finirà questo orrendo periodo. mi chiedo cosa o chi possa tirarmi fuori da questo pantano, mi rendo conto anche che dovrò essere io da sola a farlo. a salvarmi, in un certo senso, prima di impazzire completamente di rabbia. per tutta questa indifferenza, per tutta questa freddezza, per tutto questo fatalismo, come se le cose spuntassero da sole dal nulla.
ho bisogno di tempo e spazio solo miei. recuperare le energie. la fiducia.l'orgoglio. la dolcezza che ho perso. che qualcuno mi ha portato via per il prorpio bieco bisogno.
post patetico. avevo promesso a me stessa che non ci sarei ricaduta, ma è più forte di me.
il prossimo post, prometto, sarà diverso.
mi capita di pensare che infondo sono io quella sbagliata e allora rimetto tutto in duscussione con tutte le conseguenze del caso. rivedo tutto per l'ennesima volta, ci rienso e ci rifletto a lungo. e decido che forse si, che fre si può provare ancora a dare fiducia a qualcuno che ti giura cose meravigliose.
ma poi cazzo. sempre devo disattendere ogni aspettativa. in ogni circostanza. e mi rendo conto di quanto sia triste e patetico il mio comportamento. sempre a preoccuparmi di fare quadrare le cose, sempre a correggere il tiro di quello che faccio, quando poi gli altri semplicemente se ne fregano di tutto e di tutti. con mota serenità e molta tranquillità.
e quindi la conclusione è una. smettere di affannarmi. capire, una volta per tutte, capure profondamente dentro di me che non vale la pena.
che non hanno nessuna importanza i miei sforzi.
che tutto quello che faccio, infondo, è come se lo facessi invano vsto che la controparte è sempre zero.
ho sbagliato sbaglio, continuerò a sbagliare. ma adesso capisco.
mi domando solo quando finirà questo orrendo periodo. mi chiedo cosa o chi possa tirarmi fuori da questo pantano, mi rendo conto anche che dovrò essere io da sola a farlo. a salvarmi, in un certo senso, prima di impazzire completamente di rabbia. per tutta questa indifferenza, per tutta questa freddezza, per tutto questo fatalismo, come se le cose spuntassero da sole dal nulla.
ho bisogno di tempo e spazio solo miei. recuperare le energie. la fiducia.l'orgoglio. la dolcezza che ho perso. che qualcuno mi ha portato via per il prorpio bieco bisogno.
post patetico. avevo promesso a me stessa che non ci sarei ricaduta, ma è più forte di me.
il prossimo post, prometto, sarà diverso.
lunedì 23 luglio 2007
versi sparsi
certo che decidere non è mai semplice. non so se sono io particolarmente indecisa ma a volte mi risulta molto complessa anche la scelta fra un caffè normale e uno macchiato... figuriamoci il resto.
una zanzara mi ha appena punto sul braccio. Vorrei sempre essere fonte di felicità per le persone, così come lo sono stata per questa zanzara che ora se ne svolazza satolla e soddisfatta.
Certe volte forse la strategia migliore è quella dell'assenza.
Serata di cazzate e cazzate.
Pensamenti e ripensamenti
Se e ma.
Uomini e donne.
Autonomia e dipendenza.
Confusione extraordinaria.
una zanzara mi ha appena punto sul braccio. Vorrei sempre essere fonte di felicità per le persone, così come lo sono stata per questa zanzara che ora se ne svolazza satolla e soddisfatta.
Certe volte forse la strategia migliore è quella dell'assenza.
Serata di cazzate e cazzate.
Pensamenti e ripensamenti
Se e ma.
Uomini e donne.
Autonomia e dipendenza.
Confusione extraordinaria.
giovedì 28 giugno 2007
Tempo, bilanci e soddisfazioni
Tutto sommato, ma proprio tutto sommato, il bilancio è positivo. Un calcolo algebrico fatto di più e di meno... e si, il bilancio è positivo. Le persone mi cercano, hanno bisogno di me, e io mi sento e sono in qualche modo utile nel marchingegno del meccanismo che elabora le pubblicità di ogni genere e specie.
E' bello sentirsi dire grazie, non avrei saputo come fare senza di te.
E' bello, in generale, sentirsi dire grazie in ogni caso.
Alla fine vedo passare tra le mie mani quello che poi dopo qualche tempo vedo in tv, sui giornali, per la strada. Progetti che anche in minima parte ho seguito, indirizzato, supervisionato.
E la cosa, ovviamente, mi fa piacere.
Certo, non stiamo parlando di avere scoperto il vaccino per i mali del mondo, ma in questa micro realtà super frivola sto asusmendo un ruolo un pochino necessario. In certe circostanze indispensabile.
Milano corre alla velocità della luce, io cerco di starle dietro ma sepsso sono in ritadro. Perdo i treni, le porte della metro si chiudojno appena in tempo per non farmi salire. Ma sto migliorando. Questa cosa per fortuna accade sempre meno spesso. Milano è indifferente se io perdo qualche treno o faccio tardi ad un appuntamento.
Risciurò a tarare i miei tempi sui suoi?
Riuscirò a tarare i miei tempi su quelli delle persone che amo?
E soprattutto chi deve adeguarsi a chi? Chi deve adeguarsi a cosa?
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