bologna è sempre bella, una città splendida, piena di vita. piena di gente. mi sento sempre a casa quando vado a bologna. mi sento allegra, quando scendo dal treno. mi semra che tutte le persone che scendono a bologna, me compresa, abbiano in quel momento un'aura intellettuale, rilassata, divertita, serena, interessante...
bologna mi si offre alla vista come una città buttata lì un po' a caso, con i palazzi tutti addossati, i portici sghembi, le strade strette.
Piazza Maggiore. Il nettuno. Le vie del ghetto. Tutto è familiare, non mi perdo più per le strade di Bologna. So benissimo che la freccia medioevale è conficcata in una trave di un portic di strada Maggioe, so che Piazza Santo Stefano ospita il mercato dell'antiquariato ogni domenica e che in quella piazza c'è il mio baretto preferito.
So benissimo che il cinema costa meno il mercoledì, so dove fanno il mohito buono e so dove trovare hambuger di struzzo. Non manca proprio nulla a bologna. le crepe più buone del mondo non le fanno a parigi, ma in via delle Belle arti a Bologna. A due passi da casa di m. a due passi da via delle Moline, a due passi dall'Osteria dell'Orsa. Dove hanno sempre la Bijoorn.
Bologna mi accoglie come una mamma, mi fa divertire come l'amica del cuore, mi rilassa come una nonna, mi ama come un uomo perfetto. Mi offre ogni volta quello che cerco, rovo sempre tutto a Bologna. Anche le vhs di Jodorowsky.
Bologna di notte è incredibilmente romantica. Romantica e undergorund. Persino i punkettoni mi sembrano un contron ideale certe volte. Persino le birre vuote spare sui gradini, persino le scritte sui muri, i cani che dormono sotto i portici. Tutto mi sembra perfetto. E mi sembra pefetto essere lì. Perfetto parlarsi, come se fosse la prima uscita insieme.
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domenica 9 settembre 2007
lunedì 25 giugno 2007
Treno interregionale Torino P.N - Milano C.le

Fare la pendolare, certamente, ti mette nella condizione di vedere e incorciare moltissime persone. Per poche decine di minuti sei a contatto con una varia umanità.
Le categorie di persone che si incontrano sui treni variano a seconda delle fasce orarie, sebbe questa tassonomia non sia poi così rigida. I viaggiatori, infatti, sanno sempre sorprendere e saltano, quando meno te lo aspetti, ad orari inconsueti, sul primo interregionale.
NOVARA MILANO
Ore 07:02 a.m.
(mi capita raramente di partire a quell'ora) ci sono gli Yuppies. Quelli che dalle prime luci dell'alba sono già incollati al cellulare, quelli che dormono con il blue thooth nell'orecchio, quelli che sono ancora figli degli anni 80, o semplicemente figli di papà che per scrupolo di coscienza sentono di dovere lavorare per giustificare il loro conto in banca già di per sè esageratamente pieno di zeri.
Alle 7 però ci sono anche gli operai (molto più sulle linee di competenza delle ferrovie nord che sulle linee delle ferrovie dello stato) e sono per lo più nordafricani. Per lo più molto giovani. Per lo più motlo stanchi. E io e il mio animo sociale, non so bene per quale motivo, tendiamo a rispettare e stimare molto di più questa secodna categoria.
Ore 08:02 a.m.
ci sono gli impegati e gli studenti volenterosi che quando sono in viaggio non fanno altro che parlare del viaggio stesso, della condizione del pendolare, della sporcizia e delle inchieste delle ieie su quanto sono sporchi i poggiatesta dei sedili. Dei viaggiatori autoreferenziali insomma. Ma i viaggiatori delle otto amano essere poliedrici e a volte alternano questo tipo di discorsi con altri argomeni che vanno dallo studio a lavoro. Tuue cose molto interessanti.
Ore 09:02 a.m.
ci sono gli studenti meno volenterosi, ci sono quelli che fanno l'accademia, quelli che magari hanno un esame alle 11, quelli che hanno i colloqui di lavoro. Questi di solito non parlano. Troppo assonnati (hanno fatto tardi, hann perso il treno delle 8 e stanno morendo dalla voglia di dormire), troppo tesi (per l'esame o per il colloquio), troppo immmersi nei loro pensieri artistici (quelli che fanno l'accademia).
[continua]
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