domenica 11 novembre 2007

a weekend in the city

molte persone hanno gravitato attorno a me questi due giorni. tanti incontri con tanti piccoli mondi. un po' di vita, un po' di reazioni chimiche. era ora.
programmare. programmare. solo programmare. azione e poca riflessione. chi vivrà vedrà.
guido imbranata la mia macchina in mezzo ad un inconsueto traffico di provincia. quel traffico che c'è solo quei giorni in cui chiudono per qualche strano motivo una qualche stronza strada.
treni, persone, confusione. incontri notturni più o meno interessanti, sempre piccole conferme del fatto di essere piacente e interessante. anche se il tutto ovattato da alchool.
chiacchiere e discquisizioni sui nomi dei colori.
immaginazione pura per quello che potrebbe venire. per quello che spero e desidero. sebbene ora i desideri abbiano il sapore disorto della realtà amara e difficile che li alimenta.
campagna e sole. a bordo della mia incredibilmente piccola macchina. incredibile vicinanza.per poi essere sbalzata un milione di anni luce da quei momenti. semplicemente da una frase o da un gesto irritante. essere la seconda non mi piace. essere semplicemente un'altrnativa e non una prima scelta non è bello. soprattutto quando metti una persona al centro di tutto.
pensieri rivolti al passato che mi spingono ad improbabili valutazioni sul presente. che hanno un gran sapore di revival.
sempre la solita storia delle decisioni poco libere. delle valtazioni mai assolute, ma sempe relative a qualcosa, ad un momento, ad un misero piccolo entusiasmo.
tanta serenità e contentezza. sempre disagio invece da parte mia.
ma l'ultimo albun dei radiohead è splendido. splendidamente struggente. meno male.
eccomi pronta a prednere di etto anche la prossima settimana di lavoro.
già due biglietti in mano per il futuro.
bari, non tra molto.
i cure, tra milioni di giorni.
ma bisogna ragionare per obiettivi. meglio e a medio/lungo termine. per avere tutto sotto controllo e incastrarsi in una specie di vita da vivere.

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